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La prova dell’abito da sposa: da chi farsi accompagnare? Tra mamme ed amico gay fashionista, 9 esperti + 1 ci dicono la loro

Francesco Spighi PhotographyScopri di più su “Francesco Spighi Photography”
Francesco Spighi Photography

La tanto attesa proposta è arrivata. Dopo l’emozione iniziale, è ora di procedere con i preparativi. E fissata la data e scelta la location per il matrimonio, non avrete altri occhi che per lui, su cui si concentreranno tutte le vostre attenzioni. No, non parliamo dello sposo (…), ma dell’abito nuziale, ovvero il protagonista indiscusso del vostro Grande Giorno.

Si tratta di una delle fasi più attese dalle spose e dal loro seguito, indaffaratissime tra cataloghi, sfilate, andirivieni in atelier, e magari pure alle prese con qualche dieta per entrare nel modello dei loro sogni (a proposito di silhouette, non perdetevi la nostra TOP 10 delle diete più famose del mondo).

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Pure White

La scelta dell’abito deve tenere in conto molteplici fattori, che vanno dai gusti personali alle caratteristiche fisiche di ciascuna, ma anche della personalità che ci caratterizza: possiamo infatti sognare ad occhi aperti di fronte a questi splendidi abiti da sposa corti o a questa selezione di modelli ultrasexy, ma se siamo delle inguaribili timide, meglio non sfidare il nostro senso del pudore proprio nel giorno in cui avremmo tutti gli occhi puntati addosso.

Così dopo avervi fornito il decalogo perfetto per scegliere l’abito dei vostri sogni, passiamo ad un altro tema di fondamentale importanza ovvero la prova dell’abito, che si traduce nel magico momento in cui, individuato il modello dei nostri sogni e prenotato un appuntamento in atelier, ci apprestiamo a vedercelo addosso, e sentircelo cucito sulla nostra pelle. Si tratta di una fase davvero speciale, e la presenza di persone di fiducia a noi care ha un ruolo davvero importante. Già, ma da chi farci accompagnare per la prova decisiva in atelier? Chi ci potrà dare l’opinione più azzeccata? Chi ci saprà guardare in modo obiettivo, pur accompagnandoci nell’emozione?

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Simone Addis

Per rispondere, abbiamo pensato di chiamare a raccolta alcuni dei migliori atelier di abiti da sposa ed esperti del pianeta wedding per farci raccontare le loro esperienze più significative. Chi meglio di loro, che con le spose hanno a che fare ogni giorno, può offrire un parere utile ed interessante di cui far tesoro?

A loro quindi la parola!

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Elisabetta Polignano – Modello Lanzarote

“L’abito da sposa giusto è quello che veste la personalità di ogni donna, prima ancora che la sua fisicità – spiega la stilista Elisabetta Polignano, uno dei nomi di riferimento del made in Italy del settore bridal–. È un abito per un giorno e per quel giorno, e si riconosce scegliendolo con il cuore, e non solo con gli occhi. In genere, le mie future spose si fanno accompagnare in Atelier dalla mamma e dall’amica del cuore. Qualcuna, anche dal futuro marito, ma questo avviene più di rado” [forse perché quel ‘metti quello che vuoi tanto sei sempre bellissima?’ è sul podio delle bugie che tutti gli uomini dicono? – NdR].

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Morlotti Studio

“Il mio consiglio è quello di non portare mai troppe persone con sé, perché la scelta del proprio abito per il giorno del ‘sì’ è un momento molto importante, in cui la futura sposa deve innanzitutto essere messa in condizione di poter ascoltare il proprio cuore, di potersi ‘riconoscere’. I consigli di troppe persone infatti rischiano di confonderla e di farle perdere di vista che quando indossa il suo vestito deve innanzitutto essere sé stessa, deve vestire il suo modo di essere. L’abito deve essere per lei una seconda pelle”.

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Atelier Angelo Vitti

“Nella nostra esperienza in atelier abbiamo notato che nella maggioranza dei casi le spose  vengono accompagnate dalla propria madre, ed  a volte dalle proprie sorelle - ci spiega Asia dell’Atelier Angelo Vitti, sinonimo di sartorilità, che riunisce nel suo atelier romano eleganza, tradizione ed originalità in un perfetto mix – È in uso anche che le figure di accompagno siano le testimoni o delle amiche molto intime. Alcune volte infine l’accompagnatrice può essere anche la suocera, in alcune zone d’Italia vi è infatti ancora l’usanza che a regalare l’abito sia quest’ultima”.

Questa sì che è una notizia curiosa! Se a voi l’idea piace ma con la futura suocera non è scattata la scintilla, non gettate la spugna, ma date un’occhiata alle nostre dritte qui!

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Marianna Lanzilli, modello ‘Paulina’ – Foto: Sara D’Ambra Photography

“Per le decisioni importanti come la scelta dell’abito da sposa troppi pareri, discordanti, non possono che confondere, si sa – ci racconta Marianna Lanzilli dal suo laboratorio sartoriale ubicato in Porta Romana a Milano. È per questo che consiglio sempre di venire con qualcuno di fidato, pochi ma buoni, lasciate a casa le amiche invidiose o le cugine impiccione, accontentare tutti proprio non si può”.

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Studio Fotografico Francesco Manganelli

“Di solito la persona più fidata è la mamma, perché la mamma è sempre la mamma e in caso di opinioni discordanti basteranno i vostri occhi a cuore per convincerla che quella scollatura non è poi così profonda e che sì, insieme alla sarta vedremo di regolare quel centimetro che manca. Le mamme di oggi poi sono anche tecnologiche e telefonino in mano vi faranno anche le foto di reportage durante la prova dei diversi modelli.
Preziosa alleata dunque, come solo la mamma può essere”.

Couture Hayez Atelier Sposa – Foto: Les Amis Photo

“Scegliere l’abito da sposa è sempre un momento particolare – esordisce Loriana Conte, brand manager dello storico atelier milanese Couture Hayez – ancora di più quando lo si è trovato e si è li, davanti allo specchio e si vivono istanti carichi di emozione, dove si concretizza il fatto di avere l’abito giusto, dove la consapevolezza di convolare a nozze è davvero tangibile. E’ qui che entrano in gioco mamme, sorelle o le amiche più care. Per quanto ci riguarda nel nostro Atelier Couture Hayez, la mamma della sposa è la persona più coinvolta nella scelta dell’abito. Anche se talvolta si preferisce fare un primo giro con amiche o testimoni, la scelta avviene quasi sempre con mamma vicino, è un momento speciale di condivisione delle emozioni e della felicità, un rituale che resta saldamente ancorato, nonostante tutto”.

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Domo Adami

“DRIIIIN….Pronto….Buongiorno, vorrei fissare un appuntamento per provare degli abiti da sposa….si, mi sposerò la prossima estate. etc. etc” ci racconta il Wedding Designer e Global Stylist Mauro Adami, direttore artistico del team Domo Adami, che durante il weekend del 13-15 marzo terrà nella sede di Vigevano un corso in Wedding Event Manager (per maggiori informazioni, potete cliccare qui).

“Segnato l’appuntamento in agenda con tutti i riferimenti necessari, sorge spontaneo immaginare la sposa che arriverà… e soprattutto il seguito che l’accompagnerà. Esistono infatti tipologie di sposa alquanto differenti, eterogenee e a volte sorprendenti” continua Mauro, che ci illustra questa utile e divertentissima rassegna di ‘amiche della sposa’, individuando:

a) l’amica sposata l’anno prima che sa tutto (tessuti, linee, organizzazione) e che con tutta probabilità diventerà presto wedding planner perché ha organizzato tutto da sé! Per non menzionare poi i suoi continui riferimenti al proprio abito;

b) l’amica sconsolata che a detta sua non si sposerà mai, o perché sfortunata o perché il matrimonio non fa per lei… (chiediamoci perciò che ci fa lì);

c) l’amica dal cuore d’oro che qualsiasi modello si scelga tra le collezioni sposa 2015, bene o male che stia, si scatena in pianti irrefrenabili di commozione;

d) l’amica invidiosa, che commenta negativamente o non commenta affatto gli abiti provati;

e) l’amica vera, infine, quella che consiglia con i dovuti modi e in maniera appropriata perché vuole solo il meglio per la sposa.

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Alessandra Cisternino

Secondo caso di accompagnatori – continua Mauro nel suo spassosissimo elenco – le mamme, e anche qui si apre un ventaglio di situazioni:

a) le mamme vere, che condividono le opinioni e consigliano le figlie pacatamente lasciando però a loro la scelta;

b) le mamme impositive, che hanno aspettato per una vita il matrimonio delle loro bambine e finalmente possono esprimersi forzando e spesso minacciando le figlie per indurle ad una scelta obbligata: possiamo considerarlo eccesso d’amore, perché desiderano tutto quello che non hanno avuto loro;

c) le mamme deterrenti, che non approvano affatto il matrimonio delle figlie e quasi non curandosi del momento, attendono che questo supplizio finisca in fretta.

Altra tipologia: l’amico gay fashionista… che sa di tutto e di più dell’ultima collezione di Zac Posen o dell’excursus professionale di Raf Simons e di conseguenza valuta l’abito da sposa con lo stesso occhio… dimenticando però la componente emozionale che il momento richiede, certamente lontano dai flash delle passerelle.

Mauro Cantoro PhotographyScopri di più su “Mauro Cantoro Photography”
Mauro Cantoro Photography

Poi esistono le spose “evolute”, quelle che vengono con il futuro marito perché, talmente innamorate, vogliono condividere tutto, ma proprio tutto ciò che riguarda il loro matrimonio. Molto spesso i malcapitati sono accondiscendenti e ci vien da chiedere se sarà sempre così, anche dopo il “sì”… Nella maggior parte dei casi i fidanzati non capiscono molto, per non dire praticamente nulla, e si risvegliano dal torpore quando si parla di prezzi, soprattutto se saranno loro a pagare…

“Ed infine, dopo questa parata multicolore ci sono le Spose ‘giuste’, quelle che non importa con chi vengono a provare perché son serene, si affidano al professionista che hanno davanti, si lasciano consigliare perché riconoscono il valore di una competenza e di un’esperienza di anni nel settore… ed anche per il consulente è una gioia del cuore!”

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Enzo Borzacchiello fotografo

Grazie a Mauro ed al suo splendido racconto: non vediamo davvero l’ora di partecipare al corso organizzato dalla Domo Adami Academy!

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Anna Tumas Atelier

Lo staff dell’atelier romano di abiti da sposa su misura Anna Tumas ci stupisce con la sua risposta: “Vi possiamo dire nel nostro caso che le spose vengono accompagnate in genere dalla mamma; spesso c’è anche con loro una sorella o l’amica del cuore. Ma – udite, udite – se è presente anche il papà, sappiamo già che sarà lui ad avere maggiore rilievo tra le opinioni dei presenti e sarà a lui che la sposa farà riferimento nella scelta finale”.

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Marco Fantauzzo Photographer

“Se inoltre, la mamma della sposa non vive nella stessa città della figlia, di solito la cliente fa un giro selettivo con le amiche per poi successivamente portare la mamma a vedere gli abiti che l’hanno colpita di più!”

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Le Spose di Carol – Modello Irma

“Al giorno d’oggi ogni sposa è un caso a sè, non esiste una vera e propria “regola” – ci spiega Maura de Le Spose di Carol, atelier di Genova specializzato in abiti da sposa su misura. Alcune ragazze preferiscono visitare da sole gli atelier e una volta scelto tornano accompagnate o dalla mamma o dall’amica del cuore”.

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Aberrazioni Cromatiche studio

“Altre coinvolgono mamma o un paio di amiche fidate sin da subito, per condividere la scelta dell’abito perfetto. Altre ancora, quelle che noi definiamo ‘le indecise’, sono perennemente in crisi non si accontentano del giudizio dell’amica del cuore e solitamente si fanno accompagnare più volte e da diverse persone fidate per avere consigli e rassicurazioni sulla propria scelta, ahimè spesso controproducenti per la diretta interessata… Respirate ragazze, chiudete gli occhi e focalizzate l’abito: quello è l’abito perfetto, perché è solo vostro!”. Quale consiglio migliore?

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Spose & Stile

“Da anni accolgo personalmente ogni sposa del mio Atelier – ci racconta Cristina di Spose & Stile, atelier bergamasco specializzato in bridal couture ed accessori – e con piacere posso constatare che nonostante qualche piccola eccezione, fortunatamente la consigliera prediletta dalle future spose è senza ombra di dubbio la mamma. La saggezza e l’altruismo naturale dei genitori, sempre prodighi ad ascoltare e fare propri i desideri delle figlie, sono gli strumenti migliori dei quali avvalersi per una scelta tanto importante e intima quale quella dell’abito da sposa (considerando anche che spesso quest’ultimo è proprio regalato dalla famiglia). In drastico calo riscontro la presenza delle amiche, che per quanto affiatate spesso confondono o cercano di vivere in prima persona l’emozione della prova, scalzando le necessità della sposa”.

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Sayes Wedding Photo

“Ormai perla rara la suocera, che passa dalla dolcezza assoluta alla preoccupazione che l’abito rispecchi i gusti di suo figlio. Ultimo in classifica lo sposo, coinvolto solamente in caso la cerimonia sia di rinnovo delle promesse. In ogni caso consiglio sempre ad ogni sposa di ascoltare solo il proprio cuore e le proprie emozioni, scegliere l’abito è facile se si mettono al primo posto i propri desideri”.

“Più che concentrarsi sul qual è la persona, io penserei al come è la persona che ci dovrebbe accompagnare – ci spiega Laura, wedding designer e planner di Trendinozze.com. Normalmente la mamma e l’amica del cuore, la sorella se c’è, sono la scelta preferita, e va benissimo! Il mio consiglio però è quello di assicurarsi che ci sia qualcuno con voi con il quale vi trovate a vostro agio, del cui giudizio vi fidiate. Deve essere qualcuno in grado di darvi dei consigli sinceri, senza paura di ferirvi dicendovi per esempio che l’abito che sulla carta vi piaceva tanto non vi dona”.

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Pure White

“Deve anche essere in grado di accantonare la propria idea di matrimonio e di sposa ideale e di immedesimarsi un po’ nella vostra, per potervi aiutare al meglio a trovare il vostro abito, quello che vi fa sentire speciale e bella, senza distogliervi con troppi ‘eh ma dovrebbe essere più corto, più lungo, più bianco, meno bianco, più stretto, più semplice, più elaborato’. La prova dell’abito è un momento di emozione, ma spesso anche di confusione, ci vuole chi sa dare pochi consigli ma mirati, insomma! Il personale di un atelier serio sarà in grado di aiutarvi al meglio, ma spesso si desidera il parere di qualcuno che sia ‘dalla nostra parte’ e basta. E se la mamma, l’amica e la sorella non sono adatte, perché magari secondo loro vi sta bene tutto, valutate di farvi accompagnare anche dalla vostra wedding planner, perché no!”

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Morlotti Studio

Chiudiamo questa maxi-carrellata di punti di vista con la testimonianza diretta più reale ed autentica, dato che proviene da una sposa in carne ed ossa che si recava in atelier a provare per la prima volta il suo abito proprio nel giorno in cui (coincidenze della vita!) le scrissi per chiederle la sua opinione. Ricordate quando vi parlavo dei Brolli Sposi? Ecco ‘La Brolla’ mi ha risposto con questo esilerantissimo racconto in prima persona, che vi riporto pari-pari:

“Le donne, quando decidono di sposarsi, chissà perché chissà per come, diventano pazze. I sintomi sono chiarissimi: crisi di pianto, sensibilità elevatissima, attacchi di panico, nevrosi isteriche, cefalee, fame convulsiva e soprattutto odio verso chiunque, specie le commesse degli atelier.  L’unica medicina a tale stato è scegliere con cura il malcapitato che ci dovrà accompagnare in quella che è l’impresa più titanica dell’intera organizzazione del matrimonio: la scelta dell’abito da sposa. Nell’esatto momento in cui una futura sposa varca la soglia dell’atelier tutto ciò in cui ha sempre creduto crolla come un castello di carte: tutta la sua spavalderia svanisce e lascia il posto alla più completa insicurezza. E così ci si ritrova a pezzi, grasse come non lo si è mai state e terribilmente noiose. L’unica certezza rimasta è l’abito dei sogni: sì, proprio quello che hai visto su quella rivista che hai pagato 5,90€ ed è perfetto. E vuoi solo ed esclusivamente quello. Lo trovi, lo provi, ti guardi: sei un mostro. E adesso?

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Mauro Cantoro Photography

È proprio in questi momenti che la figura che hai eletto ad accompagnatore ufficiale entra in azione: ti deve dire che no, non sei un mostro, ma effettivamente quell’abito ti sta da schifo. Non esiste nessuna amica al mondo, nessun weddign planner, nessun amico gay che sia in grado di farti ragionare. Esiste solo un essere umano che sia capace di gestirti, di rassicurarti, di coccolarti e di dirti che quell’abito che hai sempre sognato ti sta male senza che tu sprofondi in depressione: la tua mamma. Ben pochi avranno il coraggio di dirti che quel vestito ti fa i fianchi larghi; la mamma invece sì, e con una delicatezza che nemmeno coccolino è in grado di darvi”.

Allora che ne dite? Anche voi fate parte di coloro per le quali ‘la mamma è sempre la mamma’, o sfidate la tradizione portandovi appresso il futuro marito, che potrà peraltro scegliere il suo abito da sposo 2015? O ancora, schiera di amiche fidate, o sorelle?  Sono iper-curiosa di sapere la vostra! Anche perché la prova dell’abito con relativo getting dress della sposa è uno dei momenti più originali di cui conservare un ricordo: avete dato un’occhiata a questa nostra originalissima photogallery?

Nell’attesa, vi ricordiamo che tra le 20 cose che tutte le spose dimenticano durante l’organizzazione, c’è anche un’ampia casistica legata al dress-code… occhio a non cadere negli stessi errori, amiche!

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