Bonus matrimonio 2021: sì al ristoro per le imprese, no alle detrazioni per gli sposi

Scoprite di cosa si tratta e quali sono state le ultime modifiche del Governo Draghi in materia di fondi e contributi al settore del wedding

Bonus matrimonio 2021: sì al ristoro per le imprese, no alle detrazioni per gli sposi
Credit : Unsplash - Analise Benevides
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Se siete pratici di burocrazia e leggi e relativamente informati probabilmente saprete che lo Stato, già da diversi anni, mette a disposizione delle coppie di sposi dei fondi per far fronte alle spese legate all’organizzazione del matrimonio. Questi fondi rientrano nella definizione di bonus matrimonio. Questo contributo da anni alleggerisce molti sposi dal carico delle spese legate all’organizzazione del matrimonio.

L’anno scorso la proposta di legge relativa al bonus matrimonio riguardava lo stanziamento di un fondo di 25 000€ destinato agli sposi che avrebbero potuto beneficiare di una detrazione dall’imposta lorda nella misura del 25% sulle spese sostenute per l’organizzazione del matrimonio. Molti sposi, che avevano programmmato le loro nozze tra 2021 e il 2023 non apettavano altro ma hanno visto questa possibilità scemare qualche settimana fa quando la Commissione di Bilancio ha bocciato la proposta. A fine Luglio infatti è arrivato il comunicato ufficiale che regolamentava la materia del bonus matrimonio 2021 e che rendeva pubbliche le modifiche apportate al decreto, purtroppo quest’anno a discapito degli sposi e a vantaggio delle imprese. Vediamo precisamente cosa prevede il Bonus Matrimonio 2021 e più in generale di cosa si tratta.

INDICE

  1. Bonus matrimonio 2021 a sostegno delle imprese
  2. Cos’è il Bonus Matrimonio
  3. I requisiti per avere l’assegno congedo matrimoniale
  4. Come e quando richiedere l’assegno congedo matrimoniale

1. Bonus matrimonio 2021 a sostegno delle imprese

L’agevolazione economica che il Governo Draghi ha deciso di stanziare per la stagione entrante è stata pensata, quest’anno, per le imprese del settore del wedding e dell’intera filiera. Il Bonus Matrimonio 2021 è destinato a loro. L’idea di stimolare la ripresa dell’economia Italiana e un settore profondamente toccato dalla crisi hanno giocato a favore dei professionisti e non degli sposi. Dopo i mesi passati sembrava una decisione naturale aiutare tutte le categorie del wedding in situazione di difficoltà economica. Ecco quindi che il bonus matrimonio, inizialmente pensato per gi sposi ha avuto uno shift verso la controparte, diventanto un contributo a fondo perduto al quale le imprese possono accedere se hanno determinati requisiti. Questo fondo funziona in molto simile al decreto Ristori e per potervi accedere è necessario per le aziende di dimostrare di aver subito, tra il 2019 e il 2020, un calo di fatturato che verrà poi rimborsato nella misura del 30%. Nel caso invece in cui l’azienda fosse stata avviata nel 2020 e non abbia dati specifici per calcolare il calo di fatturato lo Stato potrà corrispondere un contributo, sempre a fondo perduto, di 5.000 euro. Per quanto riguarda il bonus sposi che prevedeva una detrazione del 25% delle spese sostenute per la cerimonia nuziale, fino a un massimo di 25mila euro, come dicevamo prima, non ha superato l’esame della commissione Bilancio.

2. Cos’è il Bonus Matrimonio?

Il Bonus matrimonio, prima delle modifiche di quest’anno e nella sua accezione più generale, è un contributo destinato agli sposi che intendono convolare a nozze, per coprire una parte delle spese relative all’organizzazione del matrimonio. Il contributo erogato dall’INPS e fruibile dai lavoratori è conosciuto con il nome di assegno per congedo matrimoniale.

Come dicevamo prima, l’anno scorso, come conseguenza delle difficoltà economiche portate dalla pandemia e di fronte ad un settore già in crisi il governo Conte propose di stanziare un fondo per aiutare le giovani coppie a sostenere le spese legate al matrimonio. Questo bonus Matrimonio però avrebbe funzionato in maniera diversa rispetto al vecchio assegno per il congedo matrimoniale. Si trattava infatti di una detrazione dall’imposta lorda nella misura del 25% sulle spese sostenute in Italia per pagamenti connessi alla celebrazione del matrimonio, fino ad un ammontare complessivo non superiore a 25.000 euroL’idea del nuovo bonus matrimonio 2021, avrebbe avuto un duplice obiettivo: da un lato quello di aiutare le coppie messe alla prova dalla crisi a non rinunciare al grande passo e dall’altro quello di dare un sostegno concreto all’intera filiera. 

Debora Cavalieri, professionista del settore wedding ci faceva sapere la sua opinione in merito: “Personalmente credo sia un ottimo incentivo per le coppie che coraggiosamente si apprestano a sposarsi nel 2021 come nuova prenotazione, e un “rimborso “ per le coppie che invece, purtroppo, hanno dovuto spostare le loro nozze dal 2020 a una nuova data 2021, magari anche accontentandosi “del posto rimasto libero”.

Già da qualche mese la proposta è sul tavolo del governo , attendiamo davvero che possa diventare realtà nel nuovo decreto bilancio.

Le modalità per richiedere il bonus, dovrebbero far sì che buona parte delle coppie vi possano rientrare e sarebbe per loro un “aiuto “ reale, per noi del settore Wedding un modo per ripartire finalmente, sapendo che gli sposi siano rassicurati e supportati dal punto di vista economico, dopo un anno che ha segnato tutti noi.  

Noi fornitori che fatturiamo con regolarità, siamo stati vicini ai nostri sposi nei mesi scorsi e lo saremo ancora di più  se possiamo fare in modo che ottengano il bonus ! Attendiamo insieme a loro le novità in merito!”

Della stessa opinione era Marco Piovani, fondatore e wedding planner di Dab Wedding Events: “Ci auguriamo vivamente che il bonus diventi realtà a breve. Sarebbe un segnale positivo e un incentivo importante per le coppie che hanno avuto il coraggio di sposarsi e per quelle che stanno decidendo di farlo in questa stagione. Di conseguenza anche le aziende che lavorano per questo settore avrebbero una leva per ripartire.”

Ma purtroppo questo Bonus non è stato approvato, quindi attualmente l’unico contributo che gli sposi possono richiedere è il vecchio assegno per congedo matrimoniale dell’INPS. 

Vediamo quindi quali sono i requisiti per richidere tale contributo.

Salvarebonus matrimonio
Romina Davì Wedding & Events

3. I requisiti per avere l’assegno per congedo matrimoniale

Chi ha diritto all’assegno

Dell’assegno congedo matrimoniale possono usufruire entrambi i coniugi a patto che rientrino nelle seguenti categorie di lavoratori:

  • Operai
  • Apprendisti
  • Lavoratori a domicilio
  • Marittimi di bassa forza
  • Dipendenti da aziende industriali, artigiane, cooperative

Quali sono i requisiti per accedere all’assegno

I requisiti per accedere all’assegno congedo matrimoniale sono:

Anche i disoccupati possono usufruire dell’assegno, ma devono poter dimostrare che nei 90 giorni precedenti al matrimonio hanno lavorato per almeno 15 giorni alle dipendenze di aziende industriali, artigiane o cooperative.

Chi non ha diritto all’assegno congedo matrimoniale

Sono esenti dal ricevimento dell’assegno tutte le seguenti categorie di lavoratori:

  • Aziende industriali, artigiane, cooperative e della lavorazione del tabacco con qualifica di impiegati, apprendisti impiegati e dirigenti
  • Aziende agricole
  • Commercio, credito e assicurazioni
  • Enti locali e statali
  • Aziende che non versano il relativo contributo alla Cassa Unica Assegni Familiari ( CUAF).

4. Come e quando richiedere l’assegno congelo matrimoniale

Quando fare domanda

La procedura per richiedere l’assegno è la seguente: i lavoratori occupati sono tenuti a depositare la domanda al datore di lavoro alla fine del congedo e non oltre 60 giorni dalla data del matrimonio. I lavoratori disoccupati o richiamati alle armi devono presentare domanda all’INPS entro un anno dalla data del matrimonio.

Come fare domanda

lavoratori occupati devono presentare la domanda al datore di lavoro allegando il certificato di matrimonio o lo stato di famiglia. I lavoratori disoccupati richiamati alle armi presentano domanda online all’INPS attraverso il servizio dedicato, allegando:

  • L’autocertificazione comprovante lo stato di disoccupazione alla data del matrimonio
  • L’autocertificazione di avvenuto matrimonio
  • L’autocertificazione dell’atto di notorietà relativa al rapporto di lavoro non impiegatizio, di almeno 15 giorni nei 90 precedenti la data del matrimonio alle dipendenze di aziende industriali, artigiane e cooperative per i disoccupati e da almeno una settimana per i richiamati alle armi.
  • La copia dell’ultima busta paga.

L’INPS effettua il pagamento tramite bonifico presso l’Ufficio postale o mediante accredito su conto corrente bancario o postale, sul codice IBAN indicato nella domanda dal lavoratore.

Sposi, per voi ci saranno forse più sacrifici da fare per arrivare a vostro “sì” ma per la ripartenza del settore e del Paese questa ultima tabella di marcia ci sembra quello di cui tutti avevamo bisogno!

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