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Styled photoshoot: come si progetta? Intervista a Luca Rajna e Caterina Lostia

Styled photoshoot: come si progetta? Intervista a Luca Rajna e Caterina Lostia

In accordo con Flothemes, il brand di riferimento mondiale per temi WordPress nel settore matrimonio e fotografia, pubblichiamo la versione in italiano dell'intervista a Luca Rajna e Caterina Lostia.

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Luca Rajna è un nome storico del settore matrimonio in italia. Diplomato in fotografia al CFP Bauer di Milano nel 1994, ha vinto nello stesso anno il premio della Regione Lombardia per i giovani fotografi emergenti, esponendo alla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. Negli anni ’90 è stato tra i primi fotografi ad aver avuto un sito Internet completo e ha introdotto in Italia il concetto di fotogiornalismo di matrimonio (“wedding photojournalism”). Titolare dello studio Luca Rajna Progetti Fotografici, tra le sue varie attività c’è anche l’insegnamento, incluse le lezioni sulla fotografia ai corsi per wedding planner dell’Istituto Euroeo di Design di Milano.

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Luca Rajna

Flothemes: partiamo dalle basi. Cosa si intende per “styled photoshoot” nel settore matrimonio?

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Luca Rajna

Luca Rajna:

Uno styled photoshoot è una sessione fotografica (possibilmente coinvolge anche le riprese video) nella quale un team di fornitori unisce il proprio impegno professionale ed economico al fine di ottenere specifiche immagini per il proprio portfolio. Lo styled photoshoot è sorretto da un progetto, nel quale è esposto il messaggio di stile e di ambientazione che si vuole ottenere. Il team di lavoro può essere composto da un numero variabile di collaboratori determinato anche dalla grandezza del progetto, e tutti i settori ovviamente ne possono fare parte: fotografia, video, wedding planner, fiori, musica e servizi collegati, stilista, scarpe, acconciatura e trucco, gioielleria, torta, calligrafia e grafica, ecc.

Per la fase iniziale di creazione del progetto può essere di grande utilità creare una chat comune su Telegram o WhatsApp dove ci si confronta sulle possibilità. Il tutto è coordinato dal responsabile del photoshoot, che di solito, proprio per un motivo di ruoli, è l’agenzia di wedding planning. Oltre ai temi e ai luoghi, alla progettazione di uno styled photoshoot coinvolge la decisione sui colori da utilizzare. E’ necessario conoscere la teoria dei colori per rendere al meglio i cosiddetti “contrasti di colore“. I colori “colorati” (il bianco, il nero e il grigio si definiscono “colori non colorati”) porposti nello stile devono essere due, già aggiungerne un terzo rappresenta sia una eccezione che una sfida. La fase di consultazione iniziale culmina nella redazione del “mood” ovvero la proposta dello stile, presentato con un documento pdf o in una pagina web protetta da password. Questo contiene le indicazioni stilistiche e organizzative destinate ai vari partners. Normalmente lo styled photoshoot ha come soggetti la coppia di sposi (due modelli professionisti), ma può proporre anche solo la figura femminile (o più raramente, è ovvio, quella maschile), o in qualche caso, se opportuno, può essere realizzata allo scopo di proporre solo un progetto sugli allestimenti, senza l’utilizzo di soggetti umani.

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Flothemes: quanto conta realizzare styled photoshoot di matrimonio?

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Luca Rajna

Luca Rajna: “Ho realizzato i miei primi photoshoots con lo stilista Domo Adami all’inizio del 2000. Già allora mi sono stati fondamentali per costruire un portfolio originale, entrambi usiamo ancora oggi alcune di quelle immagini. Poi mi sono dedicato per un periodo al wedding photojournalism puro e li ho tralasciati. Ho riscoperto gli styled styled photoshoot di recente, circa due anni fa, in occasione di un progetto realizzato in collaborazione con una guida turistica veneziana. Oggi ritengo gli styled photoshoots una parte fondamentale del mio lavoro. Come nella fotografia di moda e di ritratto, questi styled photoshoot permettono di esprimere la propria personalità creativa senza i problemi legati alla non ripetibilità e alla freneticità degli avvenimenti di un vero matrimonio, dove alla fine è corretto preoccuparsi più di ciò che è giusto dare agli sposi che pensare a se stessi. Lo scopo finale di uno styled photoshoot però non è solmente quello di avere del materiale creativo di qualità da pubblicare senza doversi preoccupare dei diritti sulla privacy che ci sono nei matrimoni reali. Anzi, la cura del proprio portfolio è il motivo fondamentale solo per chi inizia l’attività e ha bisogno di materiale per dimostrare il propio valore. Diventa invece secondario se si ha una attività ben avviata da tempo. I benefici derivati dalla realizzazione di uno styled photoshoot sono molteplici, faccio tre esempi:

1) Acquisire autorevolezza.
Ottenere la pubblicazione in uno o più dei numerosi blog di matrimonio permette di acquisire maggior prestigio agli occhi del proprio pubblico e permette di impostare una campagna di marketing più completa attraverso i social. Il fotografo affermato utilizza comunque gli styled photoshoots per consolidare l’autorevolezza acquisita nei confronti dei propri seguaci.

2) Introdurre nel proprio portfolio una nuova area geografica per la quale ci si vuole proporre.

3) Attrarre una specifica nicchia di clientela, qui ad esempio quella interessata a sposarsi su un lago italiano con un matrimonio in stile anni ’60.

Uno styled photoshoot è frequentemente utilizzato anche nei workshop dedicati alla fotografia di matrimonio e ritratto, invoglia i fotografi ad iscriversi perché permette ai partecipanti di fare esperienza pratica ed acquisire nuovo materiale di qualità. Riassumendo: lo scopo di uno styled photoshoot sarebbe molto riduttivo se servisse solo per dimostrare il talento dei partner senza fare branding, sfruttando i benefici della comunicazione e delle tecniche di marketing. “

Flothemes: da dove si parte?

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Luca Rajna

Luca Rajna: “I partner devono essere ovviamente in sintonia e compatibili tra loro per tipologia di clientela. Il bravi professionisti emergenti si cercherano tra loro, quelli inseriti nei settori di lusso anche, per fare degli esempi. La coesione può essere motivata anche dal grado di esperienza dei partner. Nel caso di un “destination” styled photoshoot avere un partner locale può essere un aiuto determinante per la logistica e la miglior scelta dei luoghi. L’importanza di operare conoscendo il territorio la vedo molto bene per Venezia e il Lago di Como, dove sono le mie sedi (mia moglie è veneziana, abbiamo la sede principale a Como). Nei blog riconosco subito un fotografo locale che conosce i luoghi da uno altrattanto valido ma che arriva da fuori. In Facebook ci sono gruppi in cui si possono trovare nuovi partner per gli styled photoshoots. I partner migliori non creano problemi ma li risolvono. Sono quelli che hanno un atteggiamento creativo e propositivo: collaborano per offrire soluzioni e si adattano al gruppo, sapendo di fare un lavoro di squadra. Ma non basta: i partner migliori sono professionisti anche nell’uso dei social e hanno profili di successo. Il gestore di un account social con diverse decine di migliaia di seguaci è considerato un influencer. Ci sono ditte di accessori, ad esempio orologi o alberghi che cercano o accettano collaborazioni con loro. Avere uno o più partner con un account con molti seguaci può volr dire ottenere facilmente e gratuitamente l’utilizzo di una location. I veri influencers sono ospitati gratuitamente nelle strutture alberghiere in cambio di visibilità, e un photoshoot ne può offire anche più di un singolo influncer. Va fatto capire. Noi abbiamo anche capito quanto sia importante avere tra i collaboratori chi si occupi di scrivere un testo di qualità: uno storyteller o un copywriter, come in pubblicità, fanno la differenza. Una questione fondamentale in merito al testo è averne a disposizione differenti versioni, perché i motori di ricerca non tengono conto dei testi duplicati e considerano solo il primo recensito. Il testo utilizzato per il proprio blog non può essere lo stesso utilizzato da altri fornitori. Per questioni di tempo e qualità, serve una persona specializzata che vi si dedichi con arte.

Flothemes: come si dividono le spese?

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Luca Rajna

Luca Rajna: “Uno styled photoshoot richiede invenstimenti di denaro e di tempo (che è ugualmente denaro). La regola di base è che ogni professionista mette le spese relative al proprio settore. Le spese vive del fiorista non sono diverse da quelle sulla concessione dei diritti di utilizzo del fotografo e del videografo (che potrebbero anche dover dedicare sino a una settimana di tempo alla post-produzione). In fotografia e videografia di livello il costo del servizio fotografico in sé e il costo della consessione dei diritti di utilizzo sono due preventivi separati. Lo studio di wedding planning potrebbe in qualche caso anche non avere spese, ma ha la proprietà intellettuale del progetto, se lo ha seguito, e questo richiede molto impegno. Ovviamente, in caso di particolari, alcuni costi devono essere condivisi tra tutti i partner. La gestione delle spese deve essere calcolata in modo che non avvengano imprevisti.”

Flothemes: quali difficoltà vanno superate e quali raccomandazioni puoi dare?

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Luca Rajna

Luca Rajna: “La gestione dei tempi non deve avere imprevisti. La fase iniziale di preparazione dei modelli, tra trucco, pettinatura e vestizione può prendere molto tempo, basti pensare ad un vero matrimonio, ne va tenuto conto. Se possibile, perché questo fa aumentare di molto i costi e richiede disponibilità, uno shooting complesso andrebbe programmato su due giorni, o comuqnue tutti gli still life ad oggetti ed abiti andrebbero fatti in una giornata a parte, perché nel giorno principale il tempo vola in un attimo, ben più di quanto si possa prevedere. Per esperienza, è meglio chiarire devvero bene che chi segue abiti, fiori e allestimenti e tutto ciò che richiede un controllo o un intervento di emergenza deve essere presente sino alla fine delle riprese. Il “No, ma io alle 15.00 devo andare” credetemi, si è già sentito.”

” Dal punto vista gestionale è importante il rispetto delle gerarchie. Chi ha gestito il progetto è buono che gestisca anche la giornata di riprese. Se presenti, le figure che devono condurre le riprese sono wedding planner, fotografo e videografo. Il wedding planner deve preoccuparsi che tutti i fornitori coinvolti ottengano il massimo vantaggio da quanto eseguito. Fotografo e videografo hanno il anche il ruolo che corrisponde al direttore della fotografia nel cinema, il wedding planner (potremmo vederlo come il regista), pur essendo il responsabile di tutto, deve fare riferimento alla loro esperienza su questo. Gli altri professionisti devono avere un atteggiamento di utile costruttività, devono ovviamente far presente ciò di cui hanno bisogno (ad esempio dettagli di abiti e decorazioni) ma devono allo stesso contribuire a non creare confusione o tensione sovrapponendo opinioni e punti di vista. E’ un problema che si può verificare.”

” Il rispetto dei ruoli è importante, ma ogni ruolo decisionale è un servizio agli altri, non una posizione di predominanza. Chi gestisce deve avere la maturità di capire che sta amministrando il bene di ogni singolo elemento del gruppo di lavoro e non il proprio. E’ un servizio, non un privilegio. Inoltre è buono distinguere tra i partner principali, che sono quelli che condividono le spese e i partner aggiunti, che sono quelli che prestano un servizio o dei materiali gratuitamente ma non contribuiscono alle spese (due esempi: le sedie o la barca). E’ giusto che le decisioni sullo stile del photoshoot siano prese solo dai fornitori che contribuiscono alle spese, anche se gli altri hanno diritto ad essere citati. Le citazioni vanno sempre messe in qualsiasi pubblicazione, i partner possono essere divisi in “partner principali” (quelli che condividono le spese), citati per primi, e “altri partner” o “many thanks to:” (ditte che si sono rese disponibili per fornire grauitamente qualche servizio, ma senza condividere le spese). La regola (dettata anche dal buon senso) è non citare eventuali fornitori esterni al progetto che hanno fornito prestazioni a pagamento. Non fanno parte del progetto. Una eventuale cortesia può esser fatta citando i nomi dei modelli, anche se hanno lavorato a pagamento.”

Keep calm and take belle foto! Chi ha la responsabilità di gestire il photoshoot (abbiamo detto che di solito questo è il ruolo del wedding planner) e buono che inserirsca nel mood anche gli orari in cui ogni professionista coinvolto dovrà essere presente e anche a che ora approssimativa questi potrà ritenersi libero di andare. Ai modelli, a maggior ragione se non professionisti, va fatta firmare la relativa liberatoria, mai dimenticarsene. E’ buono anche includere nel progetto se il servizio avrà anche immagini verticali. Io ad esempio non ne eseguo, ma molti blog di matrimonio le richiedono, per cui è importante decidere quali immagini abbiano sicuramente una versione inquadrata in verticale. Porre una particolare attenzione alle inquadrature verticali rientra (insieme ad altri fattori) nel cosiddetto “stile editoriale”, un termine relativamente nuovo e tipico della fotografia di matrimonio che un photo editor al di fuori del settore potrebbe anche non conoscere. Nei social una immagine verticale si vede più grande di una orizzontale, alcuni lo considerano un vantaggio. La richiesta di immagini verticali è nata solo da questo fattore.”

” Scattare in verticale non è però solo vantaggio: provate a considerare quante pubblicazioni non hanno un editing di qualità perché le immagini più grandi non corrispondono a quelle più importanti. L’editing, ovvero la scelta delle immagini da pubblicare e la loro sequenza, è un’arte raffinata che si impara col tempo e richiede talento. E’ un errore sottovalutarla. Nel mio modo di vedere un servizio fotografico deve avere la massima omogeneità di linguaggio e quindi deve essere fondato sull’utilizzo di una sola lunghezza focale (questo di solito vuol dire 35mm o 50mm) così come l’inquadratura deve avere solo un orientamento: tutto orizzontale o tutto verticale.”

Flothemes: Che tempi di postproduzione ci sono?

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Luca Rajna

Luca Rajna: ” La post-produzione di un photoshoot richiede circa una settimana, tra editing ed elaborazione delle immagini. Bisogna tener ben conto del periodo in cui lo si realizza, perché se è nel pieno della stagione non è affatto sicuro che la post-produzione possa iniziare subito. In Italia ad esempio il periodo migliore è l’inizio di maggio, perché nei mesi successivi si concentrano quasi tutti i matrimoni della stagione e inizia l’accumulo di lavoro. Io ho avuto il privilegio di fotografre un matrimonio a Medellin, in Colombia, dove quasi non esistono le stagioni ed è primavera tutto l’anno. A Medellin qualsiasi mese è buono per sposarsi e non c’è un periodo in cui si concentrano tutti i matrimoni. In Italia, dove vivo e principalmente lavoro, la stagione dei matrimoni va da circa metà aprile a metà ottobre e ci sono i matrimoni invernali a dicembre o inizio gennaio. Un photoshoot realizzato in aprile o maggio può essere preparato subito senza grossi problemi. Uno realizzato verso fine stagione (metà settembre ad esempio) richiederà necessariemente dei tempi di attesa, perché il lavoro dell’intera stagione si è accumulato e i clienti sono in fremente attesa di ricevere le loro foto. Riguardo invece ai tempi richiesti per essere pubblicati da un blog di matrimonio, negli ultimi mesi diversi di loro hanno modificato il rapporto con i fotografi. Negli anni passati era più facile essere pubblicati. Oggi i blog più noti affermano di ricevere anche cinquecento “submissions” alla settimana, bisogna davvero avere il lavoro giusto per essere presi in considerazione se non si hanno conoscenze all’interno della redazione.”

” Alcuni blog hanno preso l’abitudine di dare la precedenza ai loro clienti paganti, quelli che sono nella “vendor list”, o a chi sottoscrive con loro un piano pubblicitario nei social. E’ una normale evoluzione del mercato di cui tenere conto. Una domanda da porsi invece è: “Quanti blog hanno interesse a capire e proporre un lavoro veramente diverso che non sia omologato a quanto è più moda?” La effettiva varietà che si vede nei blog, genericamente parlando, non è molta. Tanti lavori, pur di alto livello, si assomigliano sino al punto di sembrare la ripetizione dei precedenti. Credo che valga la pena di essere originali e coraggiosi, per farsi farsi apprezzare da chi è veramente attento. Essere pubblicati oggi potrebbe anche voler dire mandare decine di submissions prima di essere selezionati, non bisonga scoraggiarsi.”

Flothemes: Grazie Luca. Una ultima domanda diretta a Caterina Lostia: ci puoi spiegare il concetto che sta dietro a questo photo shooting?

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Foto: Luca Rajna

Caterina Lostia si è formata nel mondo della moda lavorando per 20 anni all’interno di brand internazionali del lusso in qualità di visual merchandiser. Oltre a questo, la laurea in architettura, una grande passione per la cultura italiana e per l’arte dell’accoglienza la hanno portata a lavorare anche come designer di eventi. In questo settore ha completato la propria crescita personale collaborando con alcuni noti brand di decorazioni floreali e di catering, imparando da loro segreti, tempi e metodi di lavoro. “Made in Italy” e “armonia” sono la filosofia della sua agenzia; la miscela tra cultura, versatilità e competenza sono il segreto del suo successo. Tutto questo garantisce un perfetto design nella progettazione del matrimonio e rappresenta il brand Caterina Lostia Wedding & Event Producer. L’atmosfera che Caterina ricerca è simply chic: classe, fantasia, stravaganza rendono ogni suo progetto affascinante, passando con disinvoltura da un design minimalista a uno tradizionale, con la capacità di raggiungere, quando richiesto, l’eccentricità più assoluta.

Caterina Lostia: ” Ho scelto di definirmi wedding producer anziché wedding planner perchè questo termine racchiude tutte le figure che concorrono all’esecuzione di un evento: designer, coordinator, planner. Per formazione progettuale e cultura personale sono portata ad avere una visione globale di un progetto e scegliere di operare solo in uno di questi settori sarebbe come lavorare a un puzzle facendo solo gli angoli ma rimarrebbe incompleto. Quello che le foto ci mostrano è solo una parte di ciò che realmente si è fatto. Il successo di un evento è frutto delle tante persone che lavorano dietro le quinte; le attività frenetiche di operatori diversi che permettono a ogni tessera del puzzle di andare magicamente a posto rendendo il progetto completo.”

” Ed è proprio dalla realtà del mio lavoro e dalla difficoltà a trasmettere tutte le attività e il minuzioso coordinamento di dettagli all’interno che è nata l’idea del “real photoshoot“. Gli styled photoshoot non mi rappresentano. Fanno parte di un mondo legato alla moda che mi ha insegnato molto, ma non sono quello che voglio realizzare. Ora con i real styled photoshoot, voglio ricreare evento reale in movimento, l’applicabilità delle idee in una situazione identica alla realtà, non “lo scatto perfetto”. Realizzare un real photoshoot è una scelta di lavoro decisamente faticosa e il progetto può richiedere addirittura di ricreare l’intero evento, per cui con lunghissimi tempi di allestimento e disallestimento, e gestirlo come shooting per cui con tempi di posa, cambi di scena e così via Ogni real photoshoot è tematico e ci permette di proporre idee originali, o anche idealizzare ed esasperare dei temi. Un real photoshoot parte spesso dalla location, che ci contatta per essere promossa o che abbiamo cercato noi.”

“Con il styled photoshoot qui presentato siamo partiti da una location con delle dimensioni e delle carettistiche cromatiche non facili da gestire e con una posizione decisamente alterantiva per un matrimonio in Italia in una località di lago: il teatro è nel centro storico del paese anziché vista lago come si usa abitualmente. Difficile trovare anche i partner adeguati al tema, una volta scelto. Bisogna trovare collaboratori propositivi che sentano proprio il tema del lavoro. Date le dimensioni del teatro, abbiamo preferito focalizzare il progetto sulla originalità di una cerimonia sul palco, senza mostrare in questo caso il ricevimento, a parte la scena del taglio della torta. Ci sono voluti mesi di studio per completare la ricerca iconografica sugli anni ’60 e trasportarla in chiave contemporanea. Un tema caro a quegli anni erano i fiori in tutte le loro espressioni: ricamati, cuciti, dipinti ovunque. Serviva una stilista con una collezione in tema. Il lavoro di Gretel Zanotti, giovane ed emergente stilista del Quadrilatero della Moda milanese, è risultato incredibilimente perfetto, praticamente come fatto apposta. Per i dettagli scenografici, sempre pensando ai fiori, abbiamo scelto Chicapui, un duo creativo, giovane e motivatissimo che lavora con la carta.”

” Coordinare l’immagine con i tutti creativi coinvolti è complesso, per forza di cose sono professionisti che arrivano da esperienze talvolta compeltamente diverse e richiede molto tempo per il reciproco confronto. Sabbadini, noto gioielliere di Via Montenapoleone a Milano aveva nelle proprie collezioni pezzi molto adatti ad essere abbinati agli abiti di Gretel. Rachele Passavanti, designer della torta, ha interpretato gli anni ’60 in modo perfetto, portandosi in totale sintonia con le crezioni degli altri partner. A proposito di partners, la ricerca deve essere ancora più minuziosa se si tratta della mise en place perchè in fotografia ogni minimo dettaglio fuori posto è molto più evidente che nella realtà: tutto deve essere perfetto.”

” Gestire alla perfezione un’orchestra di mani, anche con un controllo rigoroso dei tempi di esecuzione suggerisce di suddividere il photoshoot in due giorni il lavoro ogni volta che sia possibile. Un consiglio, che è alla base del mio stesso lavoro, è quello di essere sempre in evoluzione: interpretare (più che seguire) le tendenze della moda, notandone in tempo reale i cambiamenti, scoprendone le novità, confrontandosi con curiosità a livello internazionale. Se non si propone qualcosa di particolare e distinguibile non si è raggiunto l’obiettivo. Il mio è quello di rendere il giorno del sì ricco di contenuti e richiami riconoscibili senza perdere naturalezza e semplicità. Progettare real photoshoot per me rappresenta la miglior palestra per sperimentare, scoprire, far ricerca. Deve esere anche un modo per divertirsi facendo gruppo (team building) coi collaboratori. Creare intesa con i propri collaboratori richiede una grazia particolare. Un feeling profondo permette di lavorare con silenziose intese negli eventi reali.”

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Luca Rajna

In accordo con Flothemes, il brand di riferimento mondiale per temi WordPress nel settore matrimonio e fotografia, pubblichiamo la versione in italiano dell’intervista a Luca Rajna e Caterina Lostia.

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Luca Rajna

Fotografia: Luca Rajna Progetti Fotografici | Wedding Producer: Caterina Lostia | Location: Teatro Alberti | Fashion Designer: Gretel Zanotti | Tuxedo: May Faber | Paper Flower Decor: Chicapui | Hairstylist: Barbara Guasto | Makeup Artist: Elisa Cuccu | Gioielli: Sabbadini | Cake Designer: Rachele Passavanti | Graphic Designer: Edoardo Perinelli | Testi: Fenissa Holden | Logistica: GRG

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