Misure urgenti per il settore matrimoni: l'appello della Wedding Industry italiana

Misure urgenti per il settore matrimoni: l'appello della Wedding Industry italiana

Se il settore si dovesse fermare, il suo riavvio sarebbe molto più costoso dell’attuazione di queste misure; evitiamo così la chiusura di tante piccole imprese del settore turistico/ricettivo.

Misure urgenti per il settore matrimoni: l'appello della Wedding Industry italiana
  • Attualità
  • Intervista
  • 2020

Non c’è dubbio che il Covid-19 ha messo in ginocchio il settore dei matrimoni, con perdide importanti a livello economico. 

Per richiamare l’attenzione delle istituzioni sugli effetti devastanti per il mondo del wedding causati dall’emergenza Coronavirus, che ha portato alla totale chiusura di tutte le attività del settore, è nato il movimento spontaneo della Wedding Industry italiana, che conta giá con più di 4500 iscritti al Gruppo di Facebook.

Composto da professionisti e imprenditori di ogni dimensione e di tutte le categorie merceologiche del Wedding Industry Italiano, questo gruppo sta raccogliendo l’adesione di migliaia di operatori attraverso un’importante petizione on line, che ha già raccolto oltre 4000 firme, coinvolgendo anche prestigiosi brand italiani, leader mondiali, di abiti da sposa, sposo e cerimonia, fino a tutti gli operatori della filiera matrimonio.

L’obiettivo finale, a cui il comitato promotore sta lavorando, è portare sui tavoli istituzionali – Governo e Ministeri – le richieste e gli interessi dell’intero comparto. In parallelo il comitato sta lavorando per creare un’associazione nazionale che raccolga tutte le varie componenti del mondo wedding per la loro tutela economico/sindacalista. Nonostante infatti la wedding industry Italiana sviluppi un fatturato considerevole e offra centinaia di migliaia di posti di lavoro, il settore risulta ancora troppo frammentato per poter far sentire la propria voce e rivendicare i propri diritti.

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L’industria del Destination Wedding globale è stimata in 80 miliardi di dollari, che rappresentano il 27% del settore del matrimonio globale, che è valutato in 298 miliardi di dollari. (Fonte QnA)

Questo comparto, che trova la sua evidente destinazione nel turismo e nella cultura italiana, nel 2019 ha sviluppato un fatturati di 540 milioni di euro, in evidente crescita rispetto l’anno precedente (500 milioni di euro) e che era in  previsione di crescita negli anni a venire.
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Photo by Andreas Rønningen on Unsplash

Secondo uno studio del Centro Studi Turistici di Firenze, nel 2019 sono stati oltre 9.200 i matrimoni di stranieri in Italia, un fenomeno che ha generato oltre 473 mila arrivi e oltre 1,5 milioni di presenze.

Con una spesa media di 55.000 € per matrimonio, in questo nuovo settore prestano il loro servizio più di 50.000 piccole e medie aziende tra  i quali: più di 8000 studi fotografici specializzati, 2500 floral designer, 8500 locations in tutta Italia (hotel, ville, ristoranti), 6500 gruppi musicali, 2000 società di catering, 3500 agenzie di wedding planners e molti altri operatori…

Il settore turistico in Italia non può e non deve fermarsi, dobbiamo dare il buon esempio e, adeguandoci alle regole igieniche e protettive, ricominciare a lavorare. E non possiamo farlo nel 2021, dobbiamo farlo da adesso. Siamo più di 50.000 aziende solo nel settore dell’organizzazione di matrimoni per stranieri, almeno 70.000 famiglie che vivono di questo lavoro e che attualmente non sono neppure nominate in una Fase 3 di ripresa lavorativa.” Così recita una parte della petizione.

Si chiedono interventi urgenti nel rispetto delle norme igienico sanitarie, onde evitare l’estinzione di una parte enorme del settore Turistico.

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Photo by Álvaro CvG on Unsplash

Abbiamo raggiunto telefonicamente la Wedding Destination Planner Serena Ranieri, il Dott. Tommaso Corsini e Pasquale Mazzei, tra i promotori del Comitato che già vede in prima linea 35 aziende e più di 450 aziende profilate attraverso questo form.

Gli abbiamo chiesto quali sono le vere intenzioni di questo gruppo, che vanno ben oltre la semplice crisi dettata dal Coronavirus.

“Il settore Wedding è caratterizzato da una profonda diversità aziendale, da migliaia di aziende molto diverse tra loro, accomunate solo dall’imput, cioè la realizzazione dell’evento Wedding. Il nostro obiettivo è riunire sotto lo stesso tetto tutte queste realtà, definendo una forma legale e tecnico amministrativa del settore.” afferma Tommaso Corsini. ” Non siamo rappresentati in nessun tavolo di trattative a livello di lobby e di settore” Continua Serena Ranieri “il nostro settore ha bisogno di essere tutelato, per proteggere non solo le aziende del wedding, ma anche il consumatore finale, gli sposi.”

Un’importante iniziativa per il settore, che speriamo presto possa raccogliere i suoi frutti.