Il matrimonio di Antony e Rose: un tuffo nel blu anni '60

Il matrimonio di Antony e Rose: un tuffo nel blu anni '60

Immersi nell’incanto dell’atmosfera lacustre, i due sposi lanciarono con gioia in acqua una bottiglia, in cui in precedenza avevano scritto un dolce messaggio, perché volasse libera “nel blu dipinto di blu” e continuasse a cantare d’amore nei secoli, nell’azzurrità infinita.

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Immagina un matrimonio giovane in perfetto stile anni ’60, potrebbe sembrare un sogno, solo un’idea fantasiosa, priva di alcun contatto con la realtà. I sogni, tuttavia, spesso aspettano soltanto chi creda in loro per potersi avverare come è possibile leggere in questo straordinario racconto d’amore: la fiaba anni ’60 di Rose e Antony.

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Luca Rajna
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Nella vita di due innamorati ci sono istanti di bellezza che attraversano il Tempo e, delicati come ali di farfalla, illuminano lo sguardo d’azzurro, il colore dell’acqua, il colore del sogno. Nella maggior parte dei casi tali istanti restano segreti, conosciuti solo agli occhi che si incontrano e alle mani che si stringono, ma esistono particolari e fortunate circostanze in cui la poesia dell’Amore si unisce all’Arte ed è allora che avviene il Miracolo: gli istanti tornano a vivere e tutto è come allora, un eterno “e vissero felici e contenti”, una nuova favola che viene scritta.

Questo è quanto accade quando la fotografia di matrimonio di Luca Rajna diventa strumento per raccontare fiabe incantevoli come quella di Rose e Antony, che puoi vedere qui. Lascia che ti racconti il sogno di questa coppia originaria della Nuova Zelanda, desiderosa di sposarsi in Italia, a Desenzano, sul lago di Garda, in una cerimonia giovane quanto perfettamente calata nel mood degli anni ‘60.

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Il racconto del loro amore è incantevole perché questa è la prima parola che affiora sulle labbra alla vista dei due futuri sposi; incantevole perché ogni scatto è un incantesimo a cui neppure chi osserva le fotografie riesce a sottrarsi: l’incantesimo del vero amore, il senso di stupore che può scaturire solo dall’autentica bellezza.

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La prima volta in cui Rose e Antony si conobbero era estate, a Desenzano, in una di quelle calde estati tipiche del nord Italia in cui l’ardore del sole è temperato dalla frescura del lago. Loro erano ancora due adolescenti in vacanza con le rispettive famiglie, affamati di vita, desiderosi di conoscere quel Paese così lontano dalla Nuova Zelanda, di cui tanto avevano sentito parlare. L’amore li travolse a Sirmione, davanti ai resti della villa di Catullo, l’antico poeta latino. Sembrava di sentirne la voce, mentre il vento accarezzava i capelli di Rose e un passerotto si posava sulle sue dita: “Nessuna donna potrà dire ‘sono stata amata’ più di quanto io ti ho amato. Nessun legame avrà mai quella fedeltà che nel mio amore io ti ho portato”.

Giorno dopo giorno, i due si innamorarono perdutamente l’uno dell’altro e pochi anni dopo, nelle stesse acque, mentre contemplavano la bellezza del panorama lacustre, Antony propose a Rose di sposarlo. Catullo da lontano faceva loro l’occhiolino e Rose con il cuore impazzito per la gioia rispose “”.

Tutto era così azzurro intorno a loro: il cielo si fondeva nel lago, creando un unico immenso mare e i due innamorati si sentivano così felici da volersi tuffare dalla barca e “volare nel blu dipinto di blu”. La poesia di Modugno entrò nelle loro anime e, insieme a lei, un folle amore per l’Italia perché in questa terra si erano amati per la prima volta, perché qui tutto parlava d’amore. Potresti immaginare qualcosa di più romantico?

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Giovani e determinati, Rose e Antony decisero di sposarsi proprio a Desenzano, la cittadina in provincia di Brescia che aveva visto nascere i loro sentimenti e li aveva cullati al ritmo dolce del respiro del Garda. Desenzano: una cittadina antica e moderna al tempo stesso, come una poesia futurista che esplode nel cielo in uno spettacolo di luci e di vita. Per coronare il loro sogno, Rose e Antony si affidarono alla wedding producer Caterina Lostia e non rimasero delusi.

I due futuri sposi, infatti, desideravano ardentemente un matrimonio che rispecchiasse le dolci contraddizioni della loro personalità, moderna e al tempo stesso sensibile ai valori della tradizione; sognavano un matrimonio in stile anni ’60, capace di ridare vita a quella favolosa atmosfera raffinata e ribelle, romantica e gioiosa che avevano imparato ad amare grazie al canto di Modugno e alla voce ipnotica di Mina “Blu, le mille bolle Blu le vedo intorno a me Blu le mille bolle Blu che volano e volano…”. Un matrimonio blu, colore dell’eleganza, del sogno e della fantasia.

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Caterina Lostia scelse per loro la location ideale per trasformare l’immaginazione in realtà: il prestigioso Teatro Alberti, nel cuore di Desenzano, una vera e propria fabbrica dei sogni, i cui design architettonico interna richiamava fortemente gli anni ‘60. Qui come in ogni fiaba che si rispetti, entrarono in scena wedding designer, stilisti, parrucchieri, make-up artist e cake designer per trasformare la cerimonia celebrata secondo l’usanza evangelica e il ricevimento in una festa indimenticabile, una serie continua di istanti di pura bellezza.

Tra la fantasia anni ’60 dei fiori di carta, disposti secondo l’estro creativo di Chicapui, spiccava il radioso sorriso di Rose.  Come tre amorevoli fate madrine, la fashion designer milanese Gretel Zanotti, l’hairstylist Barbara Guasto e la makeup artist Elisa Cuccu ne avevano valorizzato la naturale bellezza e ora, al centro della scena, nel giorno più bello, lei incedeva elegante come una regina nel suo abito bianco impreziosito da un colletto di strass, disposti secondo un raffinato motivo geometrico. Tutto in perfetto stile anni ’60.  Le scarpette erano color argento, preziosissime… Ne avrebbe forse persa una a mezzanotte? No, perché il loro era più di un incantesimo d’amore.

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Antony, il suo re, perfetto nello smoking firmato May Faber, la guardava incantato. I suoi occhi esprimevano la stessa emozione del Sommo Poeta di fronte a un’apparizione quasi divina “Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia…” Antony le baciò le mani, in segno di rispetto e immenso amore. “Quando sei qui con me, questa stanza non ha più pareti, ma alberi…” cantava Mina negli anni ’60 e ora intorno a Antony e Rose si apriva un tripudio di fiori di stoffa e carta, merito di un armonioso accordo tra Chicapui e Gretel Zanotti.

Le stesse damigelle, infatti, vestivano abiti bianchi Gretel Z., adornati di delicatissimi fiori blu e blu e bianchi e argento erano anche i gioielli firmati Sabbadini: un richiamo continuo al cielo e alle nuvole di panna, al senso di libertà e all’eleganza. “Nel blu dipinto di blu, felice di stare lassù, con te…”. Rose guardava con emozione l’anello nuziale di zaffiri e diamanti, luminoso come il suo sguardo e in un istante di pura felice, strinse al cuore Antony, dando inizio alle danze.

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La torta nuziale, una creazione della cake designer Rachele Passavanti, era ispirata a un’acconciatura floreale che rispecchiava perfettamente il mood degli anni ’60 e tutti gli invitati vollero fotografarla per condividerne il ricordo. Le simpatiche locandine curate dal graphic designer Edoardo Perinelli e le immagini della festa si diffusero nella cittadina e tra i più noti social network come le note di una bella canzone che si ama cantare a squarciagola in una giornata di sole.

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E come in ogni fiaba che si rispetti anche il tempo era meraviglioso quando Rose, Antony e tutto il corteo uscirono in barca per tornare nel luogo esatto in cui si erano scambiati la promessa di eterno amore. Qui li accolse una delicata tempesta di fiori, leggera come ali di farfalla.  “Sirmione, bellissima mia, rallegrati e rallegratevi anche voi onde lidie del lago: risuonino nella casa solo grida di gioia”. Catullo cantava ancora, di felicità, vedendo i due sposi ritornare di fronte alla sua antica casa, ai luoghi in cui lui stesso secoli prima aveva amato, sofferto e poi di nuovo amato perché l’Amore non ha fine.

Fu in quel momento che il lago stesso sussurrò alle orecchie di Rose e Antony un’antica poesia che un tempo una principessa orientale aveva dedicato al suo unico vero amore e che ora sembrava parlare di loro, del loro legame capace di vincere ogni ostacolo:

E poi un giorno si apriranno le mani
e le tazze cadranno:
all’alba delle labbra
lontane da corpi infranti
le nostre anime sospese
come foglie di menta in un lago
sognano.

Immersi nell’incanto dell’atmosfera lacustre, i due sposi lanciarono con gioia in acqua una bottiglia, in cui in precedenza avevano scritto un dolce messaggio, perché volasse libera “nel blu dipinto di blu” e continuasse a cantare d’amore nei secoli, nell’azzurrità infinita.

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Chissà forse un giorno sarai proprio tu a ritrovarla sulle rive del lago?

Racconto di Fenissa Holden

Vuoi leggere l’intervista a Luca Rajna e Caterina Lostia su come si realizza un photo-shooting? La trovi qui!

Fotografia: Luca Rajna Progetti Fotografici | Wedding Producer: Caterina Lostia | Location: Teatro Alberti | Fashion Designer: Gretel Zanotti | Tuxedo: May Faber | Paper Flower Decor: Chicapui | Hairstylist: Barbara Guasto | Makeup Artist: Elisa Cuccu | Gioielli: Sabbadini | Cake Designer: Rachele Passavanti | Graphic Designer: Edoardo Perinelli | Testi: Fenissa Holden | Logistica: GRG

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