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Vestiti da sposa, do’s and don’ts: 7 errori delle spose nello scegliere l’abito (più o meno) dei propri sogni…

Foto Alex Gabany

Care future spose, benvenute dove meno ve l’aspettavate. Quando si parla di abito da sposa, è tutto un fiorire di parole come “da sogno”, “delle favole”, “principessa”, “regina” e granducati vari… Mai nessuno che, come una madre giudiziosa, vi prenda per mano e vi insegni come praticare un doppio slalom per evitare quei perniciosi errori comuni ad ogni sposa nello scegliere il proprio vestito.

Mai nessuno, tranne noi di Zankyou!

Così, dopo esserci occupati degli errori più comuni nell’organizzazione di un matrimonio, eccovi la nostra top7 in tema di abiti da sposa – come dire, per non dimenticare.

1.    Altolà alla fretta!

Non lasciate che l’ansia da prestazione prenda il sopravvento sulla razionalità: certo, sappiamo perfettamente che per quanto fiori, location, abitino delle damigelle e gusto del sorbetto tra il pesce e la carne siano scelte entusiasmanti, nulla potrà equivalere all’emozione inebriante del porsi davanti allo specchio dell’atelier strillando, complici commesse consenzienti e perdita della dignità eventuale, “è lui!!!”. E lui non può che essere l’abito da sposa…

DalinScopri di più su “Dalin”
Niente ansie, niente fretta, rilassata e sicura di sé, con un abito da sposa dalla collezione 2015 di Dalin

Ma fiondarsi nell’atelier dei vostri sogni a distanza di svariati mesi prima del matrimonio non è una buona opzione: il fisico cambierà durante il periodo dei preparativi, l’entusiasmo iniziale scemerà in istinti omicidi plurimi per non aver fatto la scelta giusta, la concentrazione si trasformerà in cogente frustrazione.

Sei mesi prima, ragazze, è il tempo giusto: a partire da quella data, potrete scatenarvi nella vostra spietata caccia all’abito.

2.   A cuccia, zia!

Il vero spauracchio di eserciti di addetti alle vendite da un capo all’altro del mondo, all’interno degli atelier dedicati alla bridal couture, sono le comitive infinite di accompagnatrici della sposa – che tra gridolini di incoraggiamento, risolini ai limiti dell’isteria, ingiurie varie ed eventuali qualora l’abito non dovesse incontrare il loro gusto, e dubbie richieste a dimostrare velleità mai soddisfatte, non fanno altro che confondere le povere spose, povere malcapitate tra incudini di tulle e martelli di seta.

Pagelli s.r.l.Scopri di più su “Pagelli s.r.l.”
Nell'atelier dei vostri sogni, come da Pagelli s.r.l., solo con le persone più fidate...

Portate con voi solo le persone più fidate, quelle che vi conoscono profondamente e con le quali condividete vita e gusti, informandole preventivamente dei do’s and don’ts a proposito del vostro abito… ed allertate l’atelier che prepari lo champagne, vero toccasana in caso di necessario stordimento di accompagnatori sopra le righe.

3. Stile personale, prometto di esserti fedele sempre

Riuscite a trovare un solo motivo per cui dovreste stravolgere ciò che siete, in uno dei giorni più importanti della vostra vita? Non fatevi fuorviare da quei messaggi, insidiosi come serpi nell’Eden, secondo i quali potrebbe essere divertente diventare femmes fatales per le ragazze acqua e sapone, o sposine timorate di Dio per le inarrestabili dark; credeteci, non è divertente, pena il rogo dell’album fotografico nuziale a distanza di anni, domandandovi in preda all’ira funesta dove diamine aveste avuto la testa nello scegliere un abito così diverso da voi.

Walter SposaScopri di più su “Walter Sposa”
Effervescente o goth, fa' che il tuo abito rispecchi ciò che sei! Nella foto, un modello Walter Sposa

L’abito da sposa deve esaltare ciò che siete, non ciò che non siete mai state; sappiatelo scegliere tenendo cura del fatto che la coerenza ed il proprio gusto (nonché vostro marito dall’altare…) vi guardano.

4. Un abito da sposa NON val bene la bancarotta…

Che poi, uno deve sempre fare un’analisi lucida dei propri limiti – e non solo scartando l’abito da sposa a sirena sexy, qualora il vostro maggiore sforzo seduttivo nella vita di tutti i giorni sia quello di indossare un calzino di spugna uguale all’altro. Per quanto magico sia, l’abito da sposa nasce per antonomasia con l’auspicio di essere indossato una sola volta nella vita: impegnarvi un rene, al fine di acquistare un modello destinato all’immortalità nell’armadio di casa, è una scelta un tantinello nonsense, per usare un eufemismo.

Milos di Cristina PedrazzoliScopri di più su “Milos di Cristina Pedrazzoli”
Il noleggio dell'abito da sposa, come quello che vi permette Milos di Cristina Pedrazzoli, è una scelta intelligente e salva-budget

Varcate la soglia dell’atelier dichiarando subito il vostro budget, dateci retta: risparmierete rimpianti esistenziali, fonti di stress difficili da mandare via, ed avrete l’impagabile consapevolezza di aver compiuto esattamente i passi che vi permettevano le vostre gambe. Per tutto il resto, c’è la bancarotta

5. Altolà alla fretta! (reprise)

Diametralmente opposta all’opzione di scegliere il vestito da sposa quando ancora non siete fidanzate, di cui vi parlavamo al punto 1, è la decisione di accontentarsi al primo modello accettabile. Quella secondo la quale nessun amore saprà mai uguagliare il primo non è altro che una bieca leggenda metropolitana, credeteci: le anime gemelle il più delle volte si incontrano dopo una dura gavetta sul campo, e gli atelier da sposa brulicano di modelli completamente differenti l’uno dall’altro, che non chiedono altro che di essere indossati, per permettervi di capire qual è il modello a voi più congeniale (qui alcuni nostri consigli al riguardo, a partire dalla vostra conformazione fisica).

6. Il Rococò lasciamolo all’800

Qui c’è poco da dire, ragazze: il fatto che vi sposiate una sola volta nella vita non può e non deve significare che sul vostro abito da sposa debbano necessariamente essere presenti, in rappresentanza della categoria, volants, balze, swarovski, perle, tulle illusion, maniche lunghe corte e medie, strascico imponente, velo cattedrale, la Via Lattea e un distributore automatico di caramelle, in caso di assenza psicosomatica di salivazione.

Simone MarulliScopri di più su “Simone Marulli”
Uno splendido abito da sposa minimal-chic dalla collezione 2015 di Simone Marulli

Non è necessariamente detto che less is more, ma una cosa è certa, in materia di buon gusto: trash is not more.

7. Lunga vita al dress-code

Se avete optato per un romantico matrimonio in riva al mare, il taffetà ed ingombranti affini è un tantinello fuori luogo; qualora vi sposaste in una baita in montagna, ricordate sempre che non siete rettili a sangue freddo, e premunitevi di un provvidenziale capospalla.

Siate belle, siate radiose, siate magnetiche nella vostra grazia, ma soprattutto… fatevi furbe con stile!

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