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Sposarsi all’estero: la guida definitiva

E’ un dato di fatto: sempre più coppie decidono di sposarsi all’estero, e noi di Zankyou, che ormai da quasi 10 anni gestiamo le lista nozze online di centinaia di coppie sparse in tutto il mondo, lo sappiamo bene. Solo in Italia, i cittadini che si sono rivolti al Consolato italiano all’estero sono in netto aumento secondo i dati ISTAT, ed in considerevole crescita sono le coppie internazionali in cui almeno uno dei due sposi è straniero (nel 2013 erano ben il 23 % del totale).

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Per questo, oggi torniamo a trattare un altro tema che interesserà a molti nostri sposi, dopo avervi proposto una maxi guida sul matrimonio civile, in cui illustri esperti del calibro di Enzo Miccio, Luisa Festa, Domo Adami e Giorgio di  Pupa Milano ci hanno dato tantissime dritte sulla scelta dell’abito, passando per il beauty look della sposa e le decorazioni nuziali, accanto ai consigli pratici di rinomate wedding planner quali  Stefania Guastini e Monia di  Kairòs.

Innanzitutto, perché sposarsi all’estero? “Le motivazioni sono le più diverse – ci spiega  Sabrina, wedding planner di TiamoTisposo – alla ricerca dell’intimità assoluta evitando così di dover invitare il parentame, alla voglia di qualcosa di diverso e non visto”. Eppure, molte coppie optano per questa scelta anche per i suoi costi decisamente ridotti. Mentre, infatti, un matrimonio tradizionale ha una serie di spese dalle quali non è possibile esimersi, legate in primis alla scelta della location, così come a servizi quali il menù nuziale, il fotografo di nozze, l’abito della sposa (senza contare le aspettative che tutti gli invitati hanno…!), le nozze celebrate all’estero prevedono un budget che di solito varia dai 500 ai 2000€.

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Chiariamo subito che esistono tre tipi di cerimonie possibili all’estero, come ci illustra Benedetta, Wedding & Event Planner di White Dreams.

La prima è quella cosiddetta simbolica e non necessita di alcun documento in quanto si tratta semplicemente di una promessa tra gli sposi, quindi senza alcuna validità legale. Questo tipo di cerimonia è perfetta anche per festeggiare un anniversario e quindi rinnovare le promesse di matrimonio.

Secondo l’art. 16 del DPR 396/2000 il matrimonio civile all’estero assume validità in Italia quando viene celebrato da un italiano o da un’autorità del posto, seguendo le leggi di quel paese che naturalmente non devono essere in contrasto con quelle italiane: non ci si può sposare in un paese che ammette la poligamia se in Italia si è già contratto un matrimonio e non si ha ancora ottenuto il divorzio, per esempio. Tornati poi in Italia, basterà registrare il matrimonio per essere ufficialmente sposati.

Non si potrà però effettuare la divisione dei beni, perché è possibile richiederla solo nel nostro paese (e un paio di altre mete come le Isole Cook e Mauritius), ma con un atto notarile, si può risolvere il problema. Per sposarsi sono quindi necessari il certificato di nascita dei due sposi, lo stato civile, eventuale certificato di divorzio o vedovanza, e i passaporti. Inoltre solo alcuni Stati richiedono le pubblicazioni, per questo è necessario contattare l’ambasciata per conoscere le regola della destinazione scelta.

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Per il matrimonio cattolico in aggiunta serviranno l’autorizzazione del proprio parroco, i certificati di battesimo e di cresima degli sposi e infine l’attestato di frequenza del corso pre matrimoniale. Si tratta in sostanza di celebrare il matrimonio in una diocesi diversa dalla propria, ma a sposarvi sarà sempre un prete cattolico, cambierà quindi la lingua, ma non il rito.

Infine non bisogna dimenticarsi di preparare il tutto in anticipo poiché ci vorranno almeno 3 o 4 mesi per le varie pratiche. Sposarsi all’estero non è quindi così difficile come sembra ma se l’iter burocratico vi spaventa, non dimenticate che esistono anche agenzie specializzate a cui rivolgersi e che faranno tutto per voi.

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E’ quest’ultimo un punto di importanza fondamentale, su cui insiste anche Sabrina Gambato: “Questa soluzione implica l’affidarsi ad agenzie specializzate soprattutto nella compilazione dei documenti sia del paese italiano che del paese estero di destinazione. Se decidete il fai da te mettete in conto file interminabili agli sportelli per certificati e vidimazioni. Se avete poco tempo non è la soluzione che vi consigliamo. Alcuni paesi come le Isole Seychelles sono preferite dalla clientela italiana, piccoli paradisi terrestri vicino alla bell’Italia dove spesso si parla anche italiano e il servizio e le strutture sono di ottima qualità. Qui è possibile scegliere il matrimonio sulla spiaggia anche se siete in pochi non rischiando di sembrare dei puntini sperduti in un oceano di sabbia: a Seychelles ci sono spiaggette di sabbia bianca di tutte le dimensioni, dove è persino possibile scegliere se avere il rumore tormentato delle onde oceaniche o scegliere il mare calmo delle spiaggie che si affacciano su radure o isolotti limitrofi”.

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Sull’assoluta necessità di rivolgersi a professionisti, è d’accordo Valeria di La petite Cocò: “Per quanto riguarda i matrimoni all’estero, li considero una cosa bellissima e romanticissima. Adoro i matrimoni intimi e, sposandosi lontano da casa, è inevitabile che gli invitati presenti non siano molti. Anzi, per me il matrimonio all’estero è proprio una fuga d’amore a due! E’ il modo migliore per dare un taglio a spese e ansie da prestazione. Il consiglio è di affidarsi comunque a professionisti presenti nella città in cui ci si andrà a sposare e di organizzare, sempre e comunque, un bel servizio fotografico da mostrare agli amici e ai parenti rimasti a casa e che, forse, non avranno preso bene la scelta di convolare a nozze lontano da tutti”.

Senza nulla togliere alla nostra Bella Italia, con gli spettacolari scenari di Roma, gli agriturismi immersi nella campagna toscana, le affascinanti ville nuziali lombarde, l’idea di un atollo sperduto in cui pronunciare il nostro sì più bello in riva al mare rimane un’opzione che affascina tutti.

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Sara D’Ambra Photography – Abito: Marianna Lanzilli

Ma cosa implica in termini organizzativi? A tal proposito, lasciamo la parola alla wedding planner milanese Giorgia Fantin Borghi: “Dipende cosa si intende per estero: se l’idea è di fuggire con pochi amici e parenti per celebrare in un luogo lontano e romantico bisognerà tende conto almeno di tre punti:

1) Effettuare svariati sopralluoghi per organizzare il matrimonio potrebbe rivelarsi estremamente difficile, soprattutto se scegliete destinazioni molto lontane. Meglio allora affidarsi ad un Destination Wedding, un organizzatore locale, meglio se madrelingua italiana, che saprà guidarvi nelle scelte evidenziando i punti di forza e di debolezza rispetto alla tipologia di evento che avete in mente. Siate molto chiari su ciò che desiderate ma soprattutto su ciò che assolutamente NON vi piace;

2) date la giusta importanza ai ricordi. Spesso si tende a pensare ad un matrimonio all’estero per risparmiare sull’organizzazione: meno invitati, meno “ingessature” per cerimonia e festa, meno spese per la luna di miele. Tante volte è davvero così a discapito però di una certa personalizzazione del matrimonio. Se vi affidate a qualcuno di locale per farvi aiutare cercate di non accontentarvi del ‘pacchetto’ base ma pretendete una serie di dettagli, come ad esempio la presenza di un fotografo professionista che, col passare tempo, potrebbero fare la differenza nei vostri ricordi!

3) Occhio alle spese extra e alle uscite impreviste, ce ne sono sempre anche nei matrimoni nostrani, figurarsi all’estero! Non sempre purtroppo è possibile ovviare o farlo con poca spesa, quindi meglio stilare una check-list completa da controllare bene prima della partenza.

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Michela Zucchini

E se qualcuno volesse sposarsi nella Grande Mela? “I costi di un matrimonio newyorkese sono assolutalmente economici e competitivi sul mercato americano – ci spiegano Anna e Mary che in 5 anni hanno realizzato più di 150 matrimoni di coppie italiane attraverso il loro sito Sposarsi a New York –  niente a che vedere con le folli somme pagate per un matrimonio in Italia. Il vostro è realizzabile con poco più di mille euro, sposandovi al City Clerk, il municipio di Manhattan. Se preferite, invece, qualcosa di più romantico, il ponte di Brooklyn o Central Park sono sicuramente le mete più gettonata. Le coppie italiane scelgono uno dei tanti gazebo del meraviglioso parco. Lo spazio verrà prenotato solo per la vostra cerimonia, un officiante del City Clerk verrà a celebrare la cerimonia che potrà essere personalizzata, anche con lo scambio delle vostre promesse matrimoniali”.

Foto via www.sposarsianewyork.com

Insomma, le opzioni non mancano! Se l’idea vi tenta, è bene tener d’occhio la documentazione richiesta. Ecco alcuni consigli pratici da annotare:

- Innanzitutto ricordate i passaporti e controllate che abbiano un corso di validità di almeno 6 mesi;

- Ogni paese ha un centro di informazione a cui rivolgersi per le precauzioni da prendere se andate in posti esotici, quali vaccinazioni e trasporti e perchè no? anche sulle questioni pratiche e burocratiche vi potranno dare una mano;

- Una volta avvenuto il matrimonio in un paese estero si deve consegnare una copia dell’atto di matrimonio al Consolato o all’Ambasciata italiana in cui si è svolta la cerimonia. Il sito del Ministero degli Esteri potrà fornirvi tutti gli indirizzi e le informazioni per trovare le sedi all’estero in base alla meta scelta;

- Una volta legalizzato, l’atto viene inoltrato automaticamente per la trascrizione all’ufficiale di stato civile nel comune di residenza degli sposi;

- Se scegliete dei pacchetti di nozze attraverso un’agenzia con cerimonia inclusa ricordate che il tour operator si occupa solo dell’organizzazione del viaggio. Quindi, a meno che non prendiate accordi sui passaggi burocratici sopra descritti, sarete voi a dovervi recare negli uffici esteri per consegnare l’atto di matrimonio. Nel caso in cui il tour operator non si occupi della burocrazia vi consigliamo di contattare il Consolato o l’Ambasciata circa sei mesi prima della data fissata per il vostro matrimonio per chiedere i moduli necessari.

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Nadia Di Falco Photographer

Wedding  in Paradise, attivo dagli anni Novanta, ha all’attivo centinaia di matrimonio organizzati all’estero, è l’unico operatore  in Italia che garantisce per contratto la trascrizione diretta ( in base all’ art  12  comma 11- DPR  396/2000) in tutti i paesi caraibici con tempi di attesa molto brevi: abbiamo contattato il suo staff per farci raccontare qualcosa in più sulle procedure  burocratiche  che variano da paese  a paese. “Il  paese dove è più semplice  sposarsi dal punto di vista burocratico è il Messico , mentre i più complessi sono l’ Indonesia e la Tailandia. In Polinesia Francese e nelle  Antille  Olandesi (Aruba e Curaçao)  deve essere obbligatoriamente celebrato il rito  civile in municipio, mentre nei Paesi caraibici tutti i matrimoni sono  civili, ma possono essere celebrati  anche da Pastori. Riguardo ai matrimoni cattolici, questi si possono celebrare solo in chiesa  e, salvo rarissime eccezioni, non possono essere concordatari . Tra  le destinazioni dove celebriamo più matrimoni in chiesa  ci sono senza dubbio le Seychelles e le più costose Bahamas e le Isole Cook. I matrimoni  un una piccola chiesetta  tropicale vicino al  mare sono senza dubbio  l’ ultima tendenza  in fatto di matrimoni ai tropici!”.

E voi, opterete per un matrimonio tradizionale in compagnia dei vostri cari, o preferirete una romantica fuga d’amore lontani da tutto e tutti, per pronunciare il vostro sì più importante in riva all’oceano?

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