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Sartorialità e made in Italy, quando il “su misura” diventa poesia per il tuo matrimonio

Il made in Italy nel mondo della moda, che naturalmente nelle sue mille emanazioni include anche il wedding, è da sempre un motivo di vanto e un punto fondamentale di creatività. Talvolta diventa, anzi, una vera e propria specie di marchio che si somma fondendosi totalmente a quello che lo esprime con i suoi prodotti. Le spose se ne lasciano attrarre e sedurre, ma capita che a prescindere da questa fascinazione spesso cerchino qualcosa di meno economicamente impegnativo, pur di sfatare miti e leggende a riguardo e riportare alla professionalità di una qualità insuperabile, noi di Zankyou ne abbiamo parlato con Elena Barba, titolare dell’atelier partenopeo Ateleba, che da oltre vent’anni veste i sogni nuziali delle spose napoletane e nel rispondere al nostro tema ha esordito raccontandoci che: “lavorare con abiti da sposa su misura permette di valorizzare i punti di forza delle linee del corpo, ma principalmente consente di nascondere o modificare quei dettagli che non piacciono e che spesso diventano, nell’immaginario, insormontabili e motivo di inutili ansie“, così, condividendo la voglia di sfatare le superstizioni del caso, siam partiti con le nostre domande.

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1. Perché scegliere un abito da sposa su misura?

Spesso capita che un abito piaccia molto, ma che il modello non sia quello più adatto alla conformazione fisica della cliente, oppure la scollatura non è adeguata o, ancora, piace il modello, ma si desidera un pizzo, un ricamo, un motivo diverso. Altre volte capita che piacciano più abiti e in ognuno di questi ci sono degli elementi che ci lasciano a bocca aperta, la sposa li vorrebbe tutti e non sa cosa decidere. La realizzazione di un abito da sposa su misura risolve qualsiasi dubbio o problema dal momento che si possono scegliere tutti i particolari. Generalmente in atelier partiamo dalla scelta del modello che meglio esalta il corpo della persona, nascondendone i difetti e mettendo in risalto i pregi, un consiglio da parte del personale esperto in salone sarà d’obbligo e la sposa ne è sempre contenta“.

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2. Come coniugare i gusti di ciascuna con quello che obiettivamente ci veste meglio?

Il modello giusto è solo la forma del vestito e su questa possiamo portare la scollatura che preferiamo, oppure quella che ci sta meglio o quella che abbiamo sempre sognato. Possiamo scegliere il tipo di pizzo, di macramè, il disegno del ricamo, l’attaccatura del corpetto, quasi tutti gli elementi possono essere combinati tra di loro per dare vita ad un abito completamente nuovo e diverso che inglobi ogni elemento utile per fare in modo che la cliente stia bene e ogni elemento di gusto affinché il vestito sia quello sognato. Ci sono però una serie di scelte tecniche che competono soltanto l’esperta di sartoria, la maestra, che deciderà insindacabilmente quali siano le stecche più adatte alla conformazione fisica della cliente. È senza dubbio un rapporto di fiducia, questo va detto, ma se è stata costruita una giusta, naturale, “intimità”, tutto questo sarà istantaneo, diretto, senza nessuna grinza“.

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3. Come valorizzarci al meglio senza sacrificare l’eleganza?

Partiamo da un fondamentale, il vero segreto è sentirsi sicure e a proprio agio, sentire l’abito indosso come se facesse parte di sé.  Detto questo, noi di Ateleba, perché in questo caso penso che ogni professionista del settore abbia un suo modo di far riferimento alla valorizzazione e all’eleganza, ci prendiamo come nostro personalissimo vanto il fatto che ogni abito da sposa venga realizzato “su misura” sia in fase di idea che in quella creativa e questo lascia ampio spazio a tutte le personalizzazioni possibili, così la misura di prova data alle nostre spose per la scelta è un po’ più lunga. A questo aggiungiamo altre due caratteristiche proprio con l’intenzione di esaltare prodotto finito e intenzioni: l’utilizzo di tessuti pregiati dei brand da noi selezionati che usano stoffe di seta pura e veri pizzi francesi, rifiniture e ricami tutti fatti a mano; quindi, intramontabilità, perché un abito italiano di qualità, conserva il suo valore inalterato nel tempo, come una specie di gioiello, ma sartoriale“.

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4. È la sposa che sceglie l’abito o viceversa?

Si tratta di sentirsi rispecchiare innanzi tutto nelle proprie caratteristiche di donna, quelle che ci si riconosce addosso, naturalmente, godersi il momento, che nella propria vita sarà tra quelli unici, e affrontare serenamente la prova con animo aperto alle emozioni, credo che questo sia  il segreto.
Se questo verrà a realizzarsi la sposa riuscirà a vedere quale abito la esalta e la valorizza veramente, anche se non è il modello che si era immaginata, del resto, per quanto meraviglioso, l’abito resta un indumento, quindi in definitiva un oggetto e son loro che devono rispecchiare la personalità dei proprietari non il contrario!”.

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