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Matrimoni misti secondo la religione cattolica

Matrimoni misiti secondo la religione cattolica

I tempi cambiano e oggi la percentuale dei matrimoni misti é cresciuta notevolmente. Ma cosa suppone esattamente per una persona di religione cattolica contrarre matrimonio con una persona di altra religione? I requisiti sono abbastanza stringenti per la parte non cattolica, ve li raccontiamo di seguito.

Iniziamo per la parte (sposo o sposa) di religione cattolica, per la quale é necessario che:

1) abbia compiuto l’iniziazione cristiana :
-battesimo
-comunione
-e cresima (se non ha ricevuto la cresima deve prepararsi a riceverla)
2) si dichiari pronta ad allontanare i pericoli di abbandonare la fede e prometta sinceramente di fare quanto è in suo potere perché tutti i figli siano battezzati ed educati nella Chiesa cattolica; e di queste promesse che deve fare la parte cattolica sia tempestivamente informata l`altra parte in modo che sia realmente consapevole della promessa e dell’obbligo della parte cattolica;
3) entrambe le parti siano istruite sui fini e le proprietà essenziali del matrimonio:

- unicità della coppia nell’amore reciproco
– stabilità-indissolublità del legame matrimoniale
– apertura all’accoglienza di figli (=non impedirne il concepimento con metodi anticoncezionali non-naturali)
4- educazione dei figli alla fede cattolica.

La parte (sposo o sposa) atea o di religione non cattolica non deve convertirsi al cristianesimo ma deve condividere i punti essenziali del matrimonio:
1) si impegna davanti al parroco a non mettere ostacoli alla pratica religiosa della parte cattolica e all’ educazione cattolica dei figli;
2) dichiara davanti al parroco di condividere in coscienza i valori naturali del matrimonio (di solito si compila una semplice dichiarazione) e cioè che il matrimonio che si celebra è
-unico, esclusivo;
-perpetuo, indissolubile;
-fecondo nel senso di aperto alla vita (senza preclusione alcuna , nè ideologica nè pratica, alla nascita di figli).

Quali sono i requisiti per la parte non cattolica?

Se sono soddisfatte queste condizioni il Vescovo della dioscesi in cui il matrimonio viene celebrato – di solito- concede alla parte cattolica la dispensa di sottostare al Codice e dunque di celebrare il matrimonio con rito cattolico. Tale licenza va richiesta al parroco della Chiesa in cui il matrimonio viene celebrato.

Per la celebrazione in Chiesa
– deve essere celebrato da un assitente della diocesi, vescovo, prete, o diacono , ci devono essere due testimoni e si deve praticare il rito cattolico
– il rito prevede qualche formula diversamente recitata dal celebrante.
– il rito ( evidentemente) non prevede la partecipazione alla eucarestia ( comunione) della parte non cattolica
– la partecipazione al rito cattolico , alla parte non cattolica non dà nessuna partecipazione al sacramento, non ha nessun effetto, non lega a nulla e nessuno se non al coniuge.
– Per la parte cattolica è un sacramento valido con tutti le implicazioni conosciute.

Il matrimonio celebrato con rito cattolico esclude la possibilità di ri-celebrarlo con altri riti religiosi.

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