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La vera, crudele storia delle Louboutin dalla suola blu

Foto: Roy Llera Photographers

Se al mondo esiste un modello di calzatura responsabile di aver mandato direttamente al manicomio le spose di mezzo mondo, il nome altisonante non può che essere uno: Christian Louboutin.

Lui, il genio che si nasconde dietro una suola rossa (per l’esattezza, Pantone 18-1663 TPX, come da brevetto della Maison di moda) come lo smalto della sua segretaria.

Narra la leggenda che l’ultracelebre scrittrice di romanzi d’amore Danielle Steele vada letteralmente ai pazzi per una Louboutin qualsiasi, possedendone nella sua gargantuesca scarpiera oltre 6000 paia. E Danielle Steele è decisamente una che ne sa.

In soldoni, quanto può incidere sul budget matrimoniale falcare fieramente la navata della chiesa in un paio di Louboutin-feticcio? Ve lo diciamo subito: dai 400 ai 3000 €. Come dire, democrazia trasversale su livelli medio-alti.

Orbene, care amiche prossime al matrimonio che condividete – assieme a noi, e a metà emisfero terrestre – un’ossessione: c’è una notizia che ha gettato nel panico ansiogeno buona parte delle spose prossime alla pronuncia del fatidico sì lo voglio (riferito al marito, non alle scarpe).

Immaginate che le altrettanto fatidiche suole delle Louboutin, come nel cartone animato della Disney La bella addormentata nel bosco – in virtù delle lotte a colpi di bacchetta e di cromatismi tra Fauna e Serenella – cambiassero magicamente colore e, da rosse, diventassero blu.

Avete capito bene, blu.

Il colore che tradizione impone, per rispettare il diktat che impone qualcosa di nuovo, di vecchio, di prestato e di questa tonalità. Di fronte a una suola Louboutin blu, un anello di zaffiri impallidisce, una giarrettiera si nasconde dalla vergogna, da qualche parte nel mondo i cespugli di fiordalisi automaticamente appassiscono.

Foto: Roy Llera Photographers

Per quante di voi fossero ancora qui con me, e non mi avessero mollato per una googlata selvaggia intitolata “cerca Louboutin suola blu e non azzardarti a deludermi”, oggi vi racconterò una storia crudele che, in piena sindrome da giornalismo investigativo d’attacco, abbiamo sviscerato che neanche un criminologo di CSI Miami.

Vi avviso, vi farà male, come solo la verità può fare. Qua – voi mi capite, mie amiche e lettrici – la faccenda assume i contorni spietati del crimine contro l’umanità femminile prossimo alle nozze.

Tutto è cominciato nel momento in cui ha preso a circolare in rete l’immagine che vedete in copertina, ritraente quelle meravigliose open-toes in candida nappa, con firma in bella vista e suola del desiderio altrettanto bene esposta. Laddove il tam-tam mediatico vedeva future spose impazzire a caccia del succitato modello, frenetiche come solo un bimbo la notte di Natale, in poche si sono fermate a riflettere sul motivo della mancata promozione da parte del marchio stesso di una siffatta meraviglia.

Ma noi di Zankyou, che la sappiamo lunga, rientriamo nella seconda categoria, come quei genitori che ti prendono da parte e, proprio perché ti vogliono bene, ti rivelano con tutto il tatto possibile che Babbo Natale in realtà è papà.

Abbiamo contattato direttamente Babbo Nat il fotografo autore della suddetta immagine: è stato così che Roy Llera, rispondendoci personalmente dal suo studio di Miami, ci ha rivelato che la foto risale a qualche anno fa, ma la sua pubblicazione in Rete è stata recente; a partire da quel momento, le condivisioni da parte di Pinterest, Instagram e social networks cantando sono state inarrestabili, producendo il malevolo effetto illusorio che conosciamo, e che poco si cura delle fonti.

Da quello che ho potuto comprendere, si trattava di un’edizione unica, assolutamente fuori catalogo. Nella mia vita ne ho visto solo questo paio… che ora sono diventate come il Santo Graal delle scarpe da sposa!”.

Ti pare il caso di scherzare così coi sentimenti, Roy?

Louboutin si affanna ad ovviare con un plantare azzurro appositamente creato per la sua collezione di scarpe da sposa haute couture, impossibilitato alla rinuncia della suola rossa per motivi di identità e di copyright. Bellissime, certo, ma volete mettere…?

Alcuni modelli delle scarpe da sposa di Christian Louboutin

Ora, le soluzioni sono 3: la tintura per pelle – un foglio adesivo azzurro (ma entrambe non sarebbero altro che mera perpetrazione dell’inganno…) – consultare la nostra directory, rifornita di tutti i migliori professionisti del mondo wedding suddivisi per categoria e per città di provenienza. Alla voce “scarpe da sposa ad Ascoli Piceno”, ad esempio, troverete le splendide creazioni di Andrea Iommi, di Giorgio Iachini o di Lino Torresi, e così via qualunque sia la vostra città di appartenenza…   

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Lo sappiamo ragazze, la verità a volte è crudele, ma qualcuno doveva pur rivelarvela. 

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