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I matrimoni non convenzionali, ovvero un’Italia che cambia

Ultimamente si parla spesso di matrimoni non convenzionali e probabilmente quando li immaginiamo, pensiamo a cose assurde e difficilmente praticabili, roba da cronaca di giornale nella pagina cittadina come un matrimonio sott’acqua o a 2000 metri di altezza, dopo una pericolosissima arrampicata. Invece i matrimoni non convenzionali, almeno quelli che intendo io, sono fatti di piccole scelte, a volte molto difficili da percorrere, che vanno contro il cosiddetto galateo delle nozze e a volte delle proprie famiglie. Sono scelte coraggiose, fatte sulla propria pelle, fatte nonostante le chiacchiere degli altri. Sono scelte più faticose della montagna da scalare perché coinvolgono il giudizio dei nostri affetti più cari, quello dei nostri genitori e dei nostri amici e parenti.

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Mi piace raccontare di queste storie, significa raccontare la vita delle persone e le loro scelte coerenti. Mi piace raccontare di loro per far capire a coloro che si apprestano al matrimonio che c’è qualcuno che l’ha fatto prima di loro e che si può fare. Leggere e vedere i matrimoni non convenzionali altrui infonde coraggio ma soprattutto rimanda la “stranezza” ad una dimensione di normalità e fattibilità.

Parlare di matrimoni non convenzionali mi dà anche l’opportunità di parlare di famiglia e della trasformazione di questa. In Italia è giunto il tempo di parlare e di mostrare i nuovi paradigmi familiari: famiglie composte da un solo genitore, coppie senza figli, coppie omosessuali, famiglie arcobaleno, coppie di fatto e famiglie allargate. C’è di tutto e sono pronta a raccontare tutte e tutti perché lo stile è solo la punta dell’iceberg della narrazione della società italiana. La famiglia è «l’istituzione più intenzionalmente costruita, meno “naturale” che ci sia» (Chiara Saraceno, 2012, Coppie e famiglie, Ed. Feltrinelli), è un luogo denso di norme e di conflitti sui diritti e i doveri che ne derivano per i suoi componenti.

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La società si trasforma e con questa il matrimonio, quindi dietro ai tatuaggi e alle foto con i bambini piccoli, c’è di più, molto di più. I matrimoni raccontano di un’Italia in crisi, un’Italia più laica che sperimenta nuove visioni e combinazioni di famiglia ma che non rinuncia all’amore.

Alessandro ed Eduardo si sono sposati a Dublino. Il loro è stato un tipico matrimonio irlandese, con ricevimento in un pub e un tocco retrò.

Foto © gli sposi Alessandro e Eduardo

Per quale motivo la crisi e la disoccupazione devono impedire a due persone di formare una famiglia? Giulia e Gabriele avevano solo 5000 euro a disposizione, ma sono riusciti comunque a  realizzare il loro sogno seguendo lo stile anni ’50 che loro tanto amano.

Foto © gli sposi Giulia e Gabriele

Tiziana e Francesco, così come Roberta ed Alvaro si sposano con la sola presenza degli amici più intimi.

Roberta e Alvaro con i 3 figli. Foto: www.ordinedellagiarrettiera.com

Tiziana e Francesco sono stati ancora più estremi ed essenziali, erano loro compresi, in cinque. Ma soprattutto si sposano accompagnati dai loro figli. Il matrimonio diventa il tetto di una casa già con fondamenta e mura. Tiziana ha un abito di Zara. Roberta sceglie un tubino verde. La semplicità e la quotidianità contraddistinguono questi due matrimoni.

Tiziana e Francesco. Foto: www.silviataddeionlywedding.com

Emilia per trovare lavoro se n’è dovuta andare in Spagna. Lì ha conosciuto Gorm, un ragazzo norvegese. Condividono la stessa passione per il goth-metal.

Emilia e Gorm. Foto: www.fotoyounesstaouil.com

Il loro matrimonio interculturale celebrato in Puglia dimostra quanto siano romantici i metallari. E come l’attenzione per il proprio territorio e per l’ambiente possa essere incluso anche in dettagli del matrimonio.

Guest blogger

Valeria di Spose non convenzionali

Una wedding blogger atipica, che non parla solo di matrimoni, ma anche di maternità critica, diritti LGBT e femminismo.

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Commenti (1)

Hitomi
21 May 2015

Buonasera, volevo chiedere un consiglio per trovare un collegamento tra il rito in chiesa e il pranzo. mi sono sposata l’anno scorso solo con cerimonia in chiesa, molto intima (genitori e testimoni). Dopo varie vicissitudini siamo riusciti ad organizzare il pranzo per e con tutti i parenti a settembre ma vorremmo trovare un richiamo che non sia una messa poiché, a aumentare la difficoltà si aggiunge la distanza trama location e dove vivono le famiglie. Spero in un vostro consiglio. Grazie mille.

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