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I gioielli per il vostro matrimonio: le 4 tipologie e qualche tips per scegliere quelli perfetti per voi

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L’oro, come l’amore vero, è prezioso, raro e viene estratto solo dopo una lunga e faticosa ricerca; è inossidabile e resistente, forte e pregiato, proprio come l’amore che vi lega. Ecco perché l’oro ha avuto e avrà un ruolo importante nella vostra storia d’amore: dall’anello di fidanzamento alle fedi, i simboli del vostro amore, oggetti preziosi che indosserete tutti i giorni per tutta la vita, sono fatti proprio di questo metallo e sono il simbolo della promessa che state per farvi, stare insieme “per tutti i giorni della vostra vita”.

Ma avete già pensato all’anello di fidanzamento? Se la risposta è stata “sì!”, e state organizzando il matrimonio, avete già deciso se optare per una fede classica o una particolare, magari personalizzata e realizzata apposta per voi? Che cosa indosserete il giorno del matrimonio (oltre all’abito da sposa)? Se non avete ancora le risposte a queste domande, le interviste ad alcuni fra i migliori artigiani orafi, designer e gioiellieri in circolazione, alle nostre immancabili Wedding Planner, alleate irrinunciabili per l’organizzazione di un matrimonio perfetto, a una jewelry blogger con un nome che è tutto un programma (DoraLuccica) e a un paio di esperte di stile e matrimonio, vi forniranno consigli preziosi (nel vero senso della parola) da tenere in considerazione nella scelta dei gioielli nuziali, per orientarvi in questo scintillante mondo dorato fra metalli nobili e pietre pregiate.

  • 1. L’anello di fidanzamento: la promessa di un impegno

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Ok, ci siamo. È il fatidico momento della proposta di matrimonio. In linea di massima i consigli in questo “capitolo” potrebbero interessare maggiormente i ragazzi, ma non poniamo nessun limite, non ci interessa sapere o definire chi sta per fare la proposta di matrimonio a chi: questo è, comunque, un momento molto importante nella vita di una coppia e va affrontato con consapevolezza, oltre che con sentimento e trasporto. State per ufficializzare la volontà di stabilire un legame unico e indissolubile con la persona che avete accanto. Non si tratta solo di una promessa. Ne parlavo recentemente con Barbara, la mia amica che gestisce Tuba, la Libreria delle donne (vi parlerò prestissimo di cosa stavo facendo con lei quando abbiamo affrontato questo discorso!). Il matrimonio è anche un impegno, che state per prendere l’una con l’altro, di fronte alle vostre famiglie e ai vostri amici. Insomma, non è per mettervi ansia, ma non è mica uno scherzo! A farci tornare a un tono più leggero, ci pensano le parole di Silvia Santini della rivista Sposa Moderna, che, ironia della sorte, ha iniziato a lavorare nel settore del Wedding proprio dopo aver rifiutato una proposta di matrimonio: “Per passare da una promessa a un impegno bisogna gettare buone basi. E che cosa c’è di meglio di un anello di fidanzamento per comunicare il concetto? L’anello di fidanzamento è una promessa e un simbolo. Deve trasmettere l’idea del ‘per sempre’, ma soprattutto dell’onestà e dell’impegno e, dunque, di un valore non effimero”.

  • Consigli pratici: come e cosa scegliere?

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Questa domanda – ci dice Stefania Manfrè, anima del blog ChicChissima, dedicato al mondo della moda e del lifestyle – mi fa tornare in mente l’episodio di Sex and the City quando Carrie, curiosando tra le cose di Aidan che non si decide a dichiararsi, trova quello che dovrebbe essere il suo anello di fidanzamento e… vomita! È talmente brutto che lei sta male. Le cose poi prenderanno una piega diversa ma quell’episodio spinge Carrie a dubitare che Aidan sia l’uomo giusto per lei. Questo per dire che la scelta dell’anello di fidanzamento è fondamentale, forse più importante della scelta delle fede nunziale”. Se volete andare sul sicuro, seguite l’esempio del Principe William, che ha regalato alla sua Kate un anello con zaffiro blu e diamanti appartenuto alla madre, Lady Diana. È passato già qualche anno, ma è evidente che questo gesto regale deve aver lasciato un segno indelebile anche in noi comuni mortali, visto che la maggior parte dei nostri esperti, lo ha citato come esempio da seguire… “Ovviamente non tutte le spose riceveranno uno zaffiro da 12 carati contornato da 14 diamanti solitari come la Principessa Kate Middleton – sottolineano Sara e Sandra, Wedding Planners lucchesi de Il Bianco e il Rosama il significato simbolico di un anello appartenuto a una donna della famiglia del proprio futuro sposo trovo sia di una poesia unica. Anche nel caso in cui non ci sia un anello di famiglia disponibile, il trend in arrivo da oltreoceano prevede proprio l’anello con pietra colorata (tenui sfumature di rosa o giallo) e montatura in oro rosa, dal sapore decisamente vintage”.

Degio – La Sartoria del Gioiello – foto via facebook.com/degiogioielli

Anche Silvia ci dice la sua su questo tema: “Il mio consiglio è di mantenere la tradizione dell’anello solitario e scegliere una pietra colorata come “promise ring” è un modo meraviglioso e inconsueto per farlo risaltare. Qualche esempio? Zaffiri, diamanti gialli (una straordinaria rarità) e acquamarine”.  Ve lo avevamo detto, lo zaffiro blu sembra di gran moda… Ester Comin del laboratorio orafo Eros Comin Gioielli, ci racconta, infatti, di una proposta davvero particolare che ha ricevuto per un anello di fidanzamento personalizzato: proprio uno zaffiro blu birmano, contorniato da una corona di 10 brillanti. Avrà detto sì? Nel laboratorio di Eros Comin, “l’anello di fidanzamento può essere personalizzato in ogni modo potendo scegliere la tipologia di montatura che racchiuderà la pietra e la pietra stessa: la montatura, solitamente in oro bianco 18 carati o platino, può avere forma classica, con la pietra contenuta in griffe, oppure si può scegliere un design originale ed esclusivo, un abbraccio che avvolge la pietra, una fascia con pietra incastonata internamente, aperta oppure, ancora, lavorata o a filo con castone, singolo o triplo. La pietra solitamente è un diamante taglio brillante, di varia caratura, ma si può optare anche per altre pietre. In ogni caso, il consiglio è di scegliere prima la pietra e, poi, la montatura che più si addice alla pietra stessa”.

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Abbiamo nominato più volte il “carato”, questo sconosciuto. Visto che è il caso che impariate bene questo termine che rappresenta l’unità di misura del peso del diamante, abbiamo chiesto a Miriam Meda, prima donna in tre generazione a prendere le redini del laboratorio Meda Orafi, a spiegarcelo. Cresciuta in uno dei laboratori orafi storici di Milano, Miriam, seguendo le orme del padre e del nonno, disegna e realizza anelli di fidanzamento e fedi nuziali (ma anche altri tipi di gioielli) di ogni tipo, in argento, platino e oro, con o senza pietre preziose o semi-preziose, nella scia della tradizione orafa lombarda reinventata con il gusto del design moderno, grazie a tecniche manifatturiere del secolo scorso supportate dai più innovativi strumenti di modellazione 3D. “Un carato corrisponde a 0,20 grammi e si pensa che il suo nome derivi dal seme di carruba: fino agli inizi del ventesimo secolo, questo seme, vista la sua incredibile uniformità di peso, veniva usato come contrappeso nelle bilancine utilizzate per le pietre preziose. Volete sapere la caratura ideale per il vostro anello di fidanzamento? Occorre trovare un corretto equilibrio tra gusti e personalità della (quasi) fidanzata e del (quasi) fidanzato, design e forma della montatura, tipologia di pietra desiderata e proprie capacità di spesa. La buona notizia? Non è solo questione di dimensioni e di budget: è molto importante, ad esempio, la qualità della pietra o le caratteristiche del brillante (colore, purezza, trasparenza…). Vi sono montature – disponibili, ad esempio, nella nostra collezione o da realizzare personalizzate su misura – in grado di valorizzare una pietra di ottima qualità ma magari di piccole dimensioni.  Un bravo ed onesto orafo saprà consigliarvi la ricetta giusta: cioè quella meglio equilibrata”.

Meda Orafi – foto via facebook.com/medaorafi

La personalizzazione dell’anello è un’attenzione in più, anche nel caso in cui ci scelga un anello di famiglia. Ilaria Badalotti, romanticissima Wedding Planner di Le Mille e una Nozze, consiglia, infatti, di adattare anche l’anello antico alla personalità della sposa “magari cambiando la montatura per renderla più attuale. Se invece l’anello deve essere comprato nuovo, la certezza è che con un diamante a taglio brillante non si sbaglia mai!”. In tema di personalizzazione dell’anello di fidanzamento, Sandra ci racconta che, proprio la scorsa settimana, ha partecipato alla presentazione della nuova collezione di un importante brand italiano. “Protagonista della collezione, un bellissimo solitario incastonato in una delicata struttura in oro bianco e rosa, contornato da un meraviglioso pavé di diamanti. La stessa maison offre l’opportunità di creare il proprio anello di fidanzamento scegliendo tra infinite combinazioni di montatura, caratura, colore e purezza, dall’oro bianco al platino, per creare un solitario unico ed esclusivo”. Il consiglio di Jennifer Forte, jewelry designer del nuovo brand milanese Degio – la Sartoria del Gioiello, è quello di “pensare sempre alla futura sposa, ai suoi gusti, al suo carattere. Gli anelli di fidanzamento di Degio, infatti, nascono dall’interazione fra la nostra esperienza e le esigenze del cliente, e grazie alla ricerca personalizzata sui vari componenti del gioiello: dalla pietra, allo studio delle forme e delle linee che andranno a costituire la struttura dell’anello. La realizzazione di pezzi unici, plasmati sull’identità del cliente è resa possibile anche dalle nuove tecnologie: dalle stampanti 3D, alla tecnica della pre-incassatura – che permette di diminuire la dispersione dell’oro, ndr – fino all’utilizzo di oro 9 carati, per realizzare gioielli più leggeri e portabili con costi più contenuti. Un gioiello unico, non andrà mai fuori moda”.

Degio – La sartoria del gioiello – foto via facebook.com/degiogioielli

Secondo Ilaria: “in questa fase potrebbe essere utile farsi accompagnare dalla mamma, la sorella o da un’amica della sposa, come accade con la prova dell’abito dell’atelier”, per avere supporto (e un parere femminile) in questa scelta così importante e delicata! Il consiglio in più di Stefania? “L’anello di fidanzamento dovrebbe abbinarsi alla perfezione alle fedi. È quindi il caso di scegliere una gioielleria che possa realizzarli entrambi, magari con la stessa personalizzazione. L’ultima tendenza è quella di scambiarsi reciprocamente due fedine, che possono essere anche molto semplici e possono essere personalizzate con i nomi”.

  • E ora, manca solo la proposta!

Ora che l’anello di fidanzamento è pronto a fare il suo dovere, dovreste iniziare a pensare a come abbinarlo a una proposta romantica e originale, che la/lo lasci senza fiato. “Come è successo alla mia sposa Alessandra – ci racconta Sandralo scorso anno per San Valentino. Il suo dolcissimo fidanzato le ha chiesto di sposarlo durante un viaggio a Parigi, a cena al ristorante 58 sulla magica Tour Eiffel. Il matrimonio, celebrato nell’incantevole cornice della Versilia a settembre, non poteva che avere un tema parigino (la maison francese Ladurèe). La sposa ha, invece, sorpreso lo sposo durante il ricevimento di nozze regalandogli il racconto della loro storia d’amore (proposta di matrimonio parigina compresa), scritto da InchiostroRosa e impreziosito da bellissimi disegni”.

  • 2. Le fede nuziali: il rito dello scambio degli anelli

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Quando penso allo scambio delle fedi durante la celebrazione di un matrimonio – ci confessa la Wedding & Event Designer Raffaella Ferrarinon so perché, ma mi viene sempre in mente la scena del film Quattro matrimoni e un funerale, quando nel momento dello scambio degli anelli, il testimone si rende conto di aver dimenticato le fedi e rimedia all’ultimo momento goliardici anelli sostitutivi. Sono sicura che tutte le Wedding Planner ricordano agli sposi questo piccolissimo ma importantissimo oggetto, per evitare che la (tragi)commedia si trasformi in realtà”. E volete sapere il paradosso delle fedi nuziali? È Miriam Meda, prima donna in tre generazione a prendere le redini del laboratorio Meda Orafi, a spiegarcelo. Cresciuta in uno dei laboratori orafi storici di Milano, Miriam, seguendo le orme del padre e del nonno, disegna e realizza gioielli di ogni tipo in argento e oro, con pietre preziose o semi-preziose, nella scia della tradizione orafa lombarda reinventata con il gusto del design moderno, grazie a tecniche manifatturiere del secolo scorso supportate dai più innovativi strumenti di modellazione 3D. Nella sua esperienza ha avuto modo di osservare che “nonostante le fedi siano una delle cose più importanti del matrimonio, spesso sono uno degli ultimi aspetti dell’organizzazione che vengono presi in considerazione. Le cose da fare sono molte e forse per questo la psiche porta gli sposi a procedere in ordine… di grandezza!”.

  • Consigli pratici: come e cosa scegliere?

Meda Orafi – foto via facebook.com/medaorafi

La scelta delle fedi nuziali è una delle cosa che dovrete pianificare nell’organizzazione del vostro matrimonio, insieme alla scelta della data, della location, del tema e dello stile del ricevimento, degli abiti…. Miriam ci spiega che “esistono diversi tipi di fede nuziale “classica”: comfort, francesina, italiana, a fascia… Sono sempre una scelta semplice e diffusa e, non a caso, molto elegante, ma gli stessi modelli classici possono essere personalizzati nello spessore, nel peso, nelle forme, con lavorazioni e incisioni particolari, proprio come le vogliono gli sposi”. I modelli personalizzati sono molto richiesti, perché gli sposi amano l’idea di indossare un oggetto unico, realizzato appositamente per loro. Ma c’è chi, come Silvia, preferisce restare fedele alla tradizione: “per giocare con la fantasia esistono tanti altri tipi di anelli. Per il matrimonio la fede è quella e si deve riconoscere! Da alcuni anni i brand più famosi come Polello, Salvini, e Damiani hanno personalizzato la fede con diamanti, cuori, incroci di ori giallo e rosa. Il trend è quello di avere una fede unica per ogni coppia e soprattutto la personalizzazione del gioiello. Ma per me il classico è intramontabile”. Anche Ilaria concorda: “la fede deve essere il più possibile classica: è l’anello che gli sposi indosseranno ogni giorno della propria vita, quindi non deve annoiare mai. Per lo stesso motivo, l’ideale sarebbe sceglierla di platino, il materiale più resistente”. Anche Stefania è d’accordo: dal momento che “le fedi accompagneranno gli sposi per il resto della loro vita, il suggerimento è quello di non lasciarsi attirare dalle mode e scegliere un modello classico che non vi stancherà nel tempo”. Forse, come in tutti i campi, la cosa migliore è seguire sempre i propri gusti, come ci ricorda Sandra: “alle mie spose consiglio di scegliere quella che più piace loro senza seguire i consigli di nessuno. Oro bianco, rosa, giallo o platino, comfort fit, con un piccolo diamante incastonato, metropolitane, etrusche oppure classiche, l’importante è che rispecchi gli sposi e sia l’emblema della loro unione”. Ester ci conferma che “la Collezione Sposi del suo laboratorio è costituita da anelli dal design esclusivo, realizzati a mano e personalizzabili nel colore di oro, nella possibilità di incastonarvi pietre o di incisioni particolari.

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I futuri sposi devono scegliere liberamente l’anello nuziale in quanto questo sarà l’anello che poi indosseranno tutta la vita, per questo mettiamo a disposizione degli sposi un’ampia gamma di modelli, dalle forme e lavorazioni più variegate, in modo che la coppia di sposi riesca sempre a individuare un modello che soddisfi il gusto di entrambi”. Eh già, perché le fedi di sposo e sposa possono essere leggermente diverse fra di loro in alcuni particolari, ma forma e stile dovrebbero essere gli stessi, ed è per questo che Jennifer considera molto importante “la presenza di entrambi al momento della scelta. Non è detto che le due fedi debbano essere perfettamente uguali. La cosa migliore è provarle e capire cosa piace di più e cosa stia meglio in proporzione a ciascuna mano. La prova è ancora più fondamentale per l’uomo, solitamente meno abituato a portare anelli. Infatti esistono modelli più comodi da indossare, come nel caso delle comfort”. Chi ha un’idea particolare e molto personale per la realizzazione delle fedi nuziali, la scelta migliore è quella di affidarsi a laboratori artigianali, come quello di Luca Caracciolo, My Golden Age. Luca è un orafo che ha imparato il mestiere in bottega e My Golden Age è una giovane realtà, un progetto che unisce l’esperienza artigianale tramandata da suo papà e le tecniche raccolte studiando gemmologia e incassatura all’Accademia delle Arti Orafe di Firenze. Tutti i suoi gioielli sono realizzati in oro 18 carati con tecniche artigianali di oreficeria e incassatura, tra influenze retrò e dettagli moderni, linee semplici, particolari unici e finiture handmade. “Contribuire al “grande giorno” di molte coppie realizzando il simbolo della loro unione e del loro amore è sempre una bellissima esperienza. Chi viene da me è alla ricerca di qualche cosa di unico e personale, un anello nel quale riconoscersi che rispecchi il proprio stile e originalità. Ogni anello è realizzato con differenti lavorazioni: fedi martellate, smerigliate, satinate, irregolari, intrecciate, con diamanti dal taglio antico o brillanti, in oro bianco, giallo, verde, rosso…”.

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Luca ci parla in maniera molto dettagliata di quelle che sono le tendenze più attuali per la scelta delle fedi: influenze retrò con un ritorno all’oro verde (giallo più tenue) o rosso, una maggiore attenzione nei confronti del lavoro artigiano con il conseguente apprezzamento dell’unicità dei dettagli rispetto alla “perfezione” delle macchine, una sensibilità crescente nei confronti dell’ambiente in cui viviamo che, unita alla necessità di risparmiare, porta molte coppie a realizzare in parte o totalmente gli anelli utilizzando l’oro che già possiedono, libertà creativa e voglia di esprimere il proprio stile. Troviamo, in questa descrizione, tanti punti in comune con un’altra jewelry designer, Paola Strammiello, che ha una sua linea di fedi e gioielli ispirati all’amore. “Amo il mio lavoro – ci racconta Paola – e ho scelto di essere una designer impegnata nella “tutela e salvaguardia del gioiello concettuale”, l’unico capace di parlare a chi lo indossa, di stimolare i sensi ed evocare sentimenti”. Le fedi di Paola si basano su un concept ben preciso legato a una forte artigianalità. “Quando ho cominciato a progettare le fedi – continua Paola – mi sono confrontata con il panorama esistente e mi ha colpito la carenza di proposte con un po’ di poesia. Mi sono accorta che in gioielleria, i futuri sposi possono scegliere tra poche variabili: quanti grammi devono pesare, la forma più o meno comfort, il colore dell’oro. Per me, invece, le fedi sono dei “contenitori di concetti”, capaci di evocare un pensiero condiviso da entrambi gli sposi in un giorno di felicità”. Un esempio? Per esprimere il concetto “solo tu mi completi” Paola ha pensato ad Adamo ed Eva, “i primi innamorati della storia dell’umanità, i primi a scoprire come da uno nascono due e come due rimangono uno.

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Intersecando due fedi classiche, ho sottratto la sezione in comune per cui entrambe le fedi risultano mancanti di una parte e solo ricongiungendole si ottiene la completezza. Sono fedi disegnate ad hoc intorno alla misura delle dita degli sposi, per cui la sezione che si ottiene è data unicamente dall’intersezione di quei specifici due anelli”. Un’altra tendenza che abbiamo ritrovato più volte nelle parole dei nostri esperti è quella del riutilizzo dell’oro di famiglia. Come ci racconta Paola, “tutti abbiamo una piccola scorta di gioielli dismessi in oro che conserviamo per il valore del ricordo e per quello intrinseco del metallo prezioso. Io fondo i gioielli dei futuri sposi e ricavo da questi l’oro necessario per realizzare le fedi. In questo modo gli anelli si trasformano in piccoli scrigni porta-ricordi: i tanti gesti d’affetto ricevuti in passato da persone amate e l’emozione del matrimonio. Inoltre, il riutilizzo intelligente del metallo evita l’estrazione dal sottosuolo di materie prime esauribili e il conseguente impatto sull’ambiente. Così arriviamo all’altare con la coscienza pulita e carichi di emozioni!”. Anche Sandra ci parla di questa trend, quando ci dice che la vera novità in questo settore non è tanto la scelta del modello o del colore dell’oro, ma “la ricerca di prodotti etici, oro e metalli riciclati e senza trattamenti chimici e pietre certificate conflict-free”.

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Ma oltre all’oro, si possono utilizzare altri metalli preziosi? Miriam ci spiega la differenza fra oro e platino: “Il platino è frutto di una lega più molle rispetto all’oro e spesso viene utilizzato per realizzare gioielli con pietre molto grandi e molto importanti perché, essendo più elastico, è più adatto alla creazione e rifinitura di castoni che consentono di mettere la pietra in sicurezza. Nella lavorazione dell’oro, e in particolare dell’oro bianco, che sono metalli più duri, l’orafo e l’incassatore, infatti, corrono un maggior rischio di rompere la pietra perché questa viene a contatto con una materia più resistente e meno elastica. Dall’altra parte, il platino è maggiormente soggetto a segni di usura e vecchiaia nel tempo, per questo tendiamo a sconsigliare il ricorso del platino per la realizzazione delle fedi nuziali: parliamo infatti di un gioiello che porteremo tutti i giorni e per tutta la vita, che, pertanto, deve essere resistente, come l’amore!”. Ultimo consiglio, da parte di Miriam e Ilaria: “non dimenticate l’incisione interna, una breve frase significativa, una parola chiave, il vostro codice segreto, il vostro brand o più semplicemente i vostri nomi e/o la data del vostro matrimonio. È una tendenza raffinata e romantica: un segreto prezioso da custodire gelosamente solo fra di voi per sempre”.

  • 3. Gioielli come accessori: indispensabili alleati per completare l’outfit del matrimonio

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Elena, aka DoraLuccica, è una jewelry blogger, conosce i gioielli da sempre e li adora e nel suo blog racconta tutto quello che c’è da sapere su tutto quello che luccica. Ci ha voluto dare alcune indicazioni per la scelta dei gioielli della sposa e per quelli delle mamme e delle altre invitate. Per la sposa, il suo punto di vista è molto classico: “a mio avviso, il gioiello che si indossa quel giorno è la fede nuziale, per questa ragione non si indossano altri anelli e si dovrebbero lasciare anche i polsi liberi”. In ogni caso, sembra ci siano alcune semplici regole da seguire, sulla base dell’abito da sposa scelto: “ci sono abiti molto semplici, con scollature molto eleganti, dove un piccolo punto luce non stona. Lo si può indossare anche se l’abito prevede un coprispalle importante e, quindi, con poche possibilità di indossare un girocollo più complesso. Gli orecchini coordinati saranno molto eleganti. Invece, nel caso di un abito molto ricco, con molti punti luce, non se ne dovrebbero prevedere altri. Suggerirei degli orecchini, molto semplici, con un punto luce piccolissimo, solo per non lasciare a vista il buco del lobo”.

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Anche Stefania è dell’idea che tutto dipenda dall’abito che si indossa: “con un abito scollato, suggerirei orecchini leggermente pendenti senza collana, oppure una collana di lunghezza media con un pendente, abbinata a orecchini molto semplici, come i punti luce con diamante. Per un abito con scollo appena accennato, si può scegliere un girocollo in oro bianco o rosa, mentre per un abito accollato o con decolté ornato con pizzi o ricami, meglio lasciare il collo nudo e puntare su orecchini preziosi. Da evitare la parure. Perle: la tradizione le sconsiglia. Indossatele solo se non siete superstiziose. Pietre: il diamante di piccole dimensioni è la scelta più semplice e gettonata, ma potete osare con pietre preziose abbinate ai colori del vostro abito”. Sandra propone una regola di “compensazione” (l’avevamo già sentita enunciare nel manuale per la perfetta invitata di nozze): “da Bridal Stylist consiglio di limitare l’uso di gioielli e di bilanciarli. No alla collana se gli orecchini sono vistosi, mentre, nel caso di una collana importante, gli orecchini saranno molto piccoli”.  E anche lei, come Elena e Ilaria, dice no ad altri anelli che non siano la fede, a bracciali e all’orologio al polso, ma dice sì a gioielli di famiglia e ai diamanti, di piccole dimensioni.

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Ilaria, però pensa che “unico gioiello consentito per le mani, oltre alla fede è la fede nuziale, sia l’anello di fidanzamento, ma solo durante il ricevimento, mai alla cerimonia”. Silvia aggiunge che, dal momento che per la sposa ogni dettaglio è fondamentale, e fermo restando che la parola d’ordine è non sovraccaricare viso e decolté, “i gioielli vanno collegati stilisticamente all’insieme (acconciatura, trucco e abito…). Per non sbagliare mai piccoli diamanti solitari, donano luminosità e sono assolutamente chic!”. Insomma, la parola d’ordine è scegliere la semplicità dell’eleganza e se volete alcuni esempi, potete consultare la nostra gallery proprio su questo argomento. Per le mamme e le altre invitate, DoraLuccica consiglia di evitare le perle per le stessa ragione per cui non le indossa la sposa (la superstizione dice che portano lacrime), anche se il galateo non le proibisce alle invitate. Ma più in generale, è importante tenere a mente che “tutte le cerimonie sono momenti di raccoglimento e di festa e non sono il luogo adatto a sfoggiare gioielli molto importanti. Perciò, va benissimo il girocollo di perle (per chi non è superstizioso) e gli orecchini coordinati, o un girocollo corto con una pietra non troppo vistosa. Trovo molto eleganti i binomi: anello e orecchini, oppure girocollo e bracciale …le parure intere sono molto pesanti e poco adatte in questi casi: come in tutte le situazioni, i gioielli dovranno sottolineare la personalità e l’eleganza di chi li indossa”.

  • 4. I regali ai testimoni: gioielli da custodire con cura, come il vostro amore

I regali personalizzati per i testimoni sono il pensiero perfetto per ringraziare le persone che hanno accettato di assumersi il ruolo di custodi del vostro amore. Non dimenticatevene, come ahimè spesso accade! Anche in questo caso, potete affidarvi al valore simbolico di un gioiello in oro, un oggetto speciale come il ricordo che lascerà: “di solito per i maschi gli sposi scelgono gemelli o portachiavi – dice Jennifercercando sempre di dare una personalizzazione unica. Un portachiavi che riproduca un ferro da golf per un golfista o gemelli a forma di nodo dell’amicizia, per conferire ancora più importanza ad un legame, ad esempio. Per la donna, la fantasia non conosce limiti: dall’anello che riporta incisioni con la calligrafia della sposa, con pietre, disegni, scritte. Parole che compongono anelli, ciondoli di ogni tipo, orecchini, bracciali”.

Degio – La sartoria del gioiello – foto via facebook.com/degiogioielli

Anche Luca, insieme agli sposi, cerca “soluzioni personalizzate, che giochino sull’unicità, la semplicità e lo stile. Recentemente, ad esempio, ho realizzato molti bracciali rigidi in argento smerigliato con scritta interna personalizzata per ringraziare gli amici più stretti con una dedica speciale”. Altre idee? Miriam ci elenca spille, orecchini, pendenti, bracciali o fermacapelli per le testimoni e una coppia di gemelli o un fermacravatta per i testimoni, magari in coordinato con lo sposo.

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