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È celebre la prima unione civile a Roma: Massimiliano Vado e Michela Andreozzi ci raccontano il loro ‘celebration day’

Massimiliano Vado e Michela Andreozzi – Foto via Facebook/michela.andreozzi

A parte il matrimonio in chiesa o in comune esiste un altro tipo di unione, che nulla ha da invidiare alle altre: quella civile. Le unioni civili sono il riconoscimento giuridico, organico e complessivo, della coppia di fatto, finalizzato a stabilirne diritti e doveri; ne fanno parte tutte le forme di convivenza tra due persone, legate da vincoli affettivi ed economici che non accedono volontariamente all’istituto giuridico del matrimonio, o che sono impossibilitate a farlo.

In Italia manca una legislazione specifica per le unioni civili e si parla quindi di coppie di fatto, che possono essere inserite in un registro delle unioni civili. Resta discrezione dei singoli Comuni l’adozione di tale registro, ma sono già molti i sindaci che hanno deciso di averlo. Dal 2015 anche Roma, dove giovedì 21 maggio in Campidoglio si è tenuto il ‘Celebration day’: giornata in cui 20 coppie etero ed omosessuali si sono iscritte al registro. I primi in assoluto a farlo sono stati gli attori Michela Andreozzi e Massimilano Vado, a cui abbiamo fatto alcune domande sul loro grande giorno.

Foto courtesy Michela Andreozzi e Massimiliano Vado

Michela, Massimilano, quando avete deciso di diventare coppia di fatto?

È successo tutto in modo veloce: frequentiamo Imma Battaglia, membro del consiglio comunale di Roma, e da tempo condividiamo molto di quello che dice e propone, durante la sua attività politica. È stata lei a chiederci se volevamo fare da testimonial per questa nuova forma di unioni civili, ottenuta dopo una dura battaglia e, ovviamente, noi abbiamo aderito subito, con entusiasmo. Lo abbiamo detto e scritto da sempre: faremo un passo simile se e quando potranno farlo tutti. Nessuno dei due l’ha chiesto all’altro, ma un terzo lo ha chiesto a noi!

Foto courtesy Michela Andreozzi e Massimiliano Vado

Com’è stato organizzare la vostra unione civile?

A dire il vero non abbiamo organizzato molto, sia per il poco tempo che per la volontà di distaccarci dai vari clichè. Al momento della firma ha pensato il cerimoniale del sindaco, e al resto una nostra amica, ma con eleganza e discrezione. Niente inviti, ne partecipazioni, niente bomboniere o pranzi o cene, persino nessun regalo. Non abbiamo organizzato, ci siamo fidati degli eventi, ed è stato tutto perfetto.

Foto courtesy Michela Andreozzi e Massimiliano Vado

Come sono i preparativi e cosa cambia rispetto a un matrimonio tradizionale?

Nessun preparativo d’ufficio, solo un paio di marche da bollo. È una firma su un documento che certifica una unione di fatto, ed è perfettamente legale. Si distacca dal matrimonio tradizionale solo per un paio  di particolari: la reversibilità della pensione e la possibilità di adozione, ma siamo sicuri che, a livello nazionale, le cose possano cambiare in meglio entro breve. Il nostro è un passo che può servire da esempio: coppie di qualsiasi tipo possono legalizzare la loro unione, assistersi reciprocamente e riconoscersi dei diritti fondamentali. Temevamo qualche attacco conservatore e invece anche i più tradizionalisti stanno accettando questa nuova forma più evoluta, senza remore e con ottimismo.

Come si vestono gli ‘sposi’?

Come vogliono, anche non elegantemente. possono scegliere di essere se stessi, sempre e comunque. C‘erano molte coppie ed ognuna ha scelto il modo e lo stile che più li rappresentava. Noi avevamo un paio di sponsor amici…Non ci siamo visti prima ma abbiamo scoperto sulla scalinata del Campidoglio che eravamo perfettamente abbinati.

Foto courtesy Michela Andreozzi e Massimiliano Vado

Come mai avete scelto un’unione civile?

È una scelta politica, sociale e non social, di uguaglianza e di desiderio di uguaglianza. Facciamo le cose che possono fare tutti, e che possiamo condividere  e  concelebrare con i nostri amici: ad uguali doveri devono e dovranno corrispondere uguali diritti. Mettiamo a disposizione corpo e anima per aprire una tradizione, per essere di esempio, per seguire con coerenza quello che diciamo. Non discriminiamo le persone per sesso o preferenze sessuali, per colore o religione, per stato sociale o nazionalità, semmai per intelligenza e sensibilità e l’omofobia non è intelligente, mai.

L’unione civile insomma, come il matrimonio, è una dichiarazione d’amore che due persone, anche dello stesso sesso, si scambiano davanti allo Stato, e che riconosce il loro legame, il desiderio e la volontà di una vita insieme. Michela e Massimiliano non solo erano perfettamente abbinati, ma anche bellissimi ed innamorati!

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Guest blogger:

Costanza di CLOtes.it

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