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Costanza e Luca, ovvero un matrimonio a sorpresa alle Canarie

Oggi vorrei parlarvi di Costanza, in arte CLO, una fashion designer amica da tempo, con cui condivido la passione per il cucito DIY, oltre ai natali in quel di Lodi.

Qualche mese fa Costanza decide di trasferirsi alle Canarie con il fidanzato, Luca all’anagrafe ma Guybrush Threepwood nella vita, suo coetaneo veneto, che da sempre si occupa di poesia e computer. E niente, fatto sta che settimana scorsa all’improvviso mi arriva un messaggio privato in Facebook: era l’amica Costy, che sganciava la bomba come se nulla fosse:

Ora, potevo forse perdere l’occasione per proporvi su questi schermi un matrimonio a sopresa? Lascio quindi la parola a Costanza che ci presenta il suo (rullo di tamburi) …

COME SPOSARSI ALLE CANARIE – Storia di un matrimonio intimo

Nozze a sorpresa per Costy e Luca

Innanzitutto, armarsi di moduli, documenti, ma soprattutto pazienza! Perché saremo anche nella Comunità Europea ma non se n’è accorto nessuno. Quindi, anche se noi a Tenerife ci viviamo già da un pò, abbiamo dovuto affrontare diversi mesi di raccolta dati, giro uffici, impiegati statali rilassati (quelli si che ti fan sentire a casa), traduzioni certificate for dummies (tipo ‘nato a’ – ‘nacido en’) e alcune andate/ritorno Tenerife-Malpensa.

Se quello che volete è un matrimonio originale, intimo e con una punta di snobismo hipster eccovi serviti! C’è un po’ tutto: handmade, vintage, toy camera, freak e soprattutto … pioggia! Esatto, ha piovuto tutta la settimana alle Canarie e per l’occasione è stato importato il proverbio ‘sposa bagnata sposa fortunata‘.

Ma partiamo dall’inizio.

Un perfetto mix meridional-iberico: aperitivo in casa degli sposi prima della cerimonia, che qui si celebra la sera alle 21. Gamberi alla piastra e prosciuttone intero, sventrato dagli ospiti che avevano sottovalutato la questione “jamonero” (il professionista del taglio del jamon), se volete strafare il migliore è il bellota, da suini allevati con una rigorosa dieta di ghiande,  si trova anche al Carrefour; noi abbiamo scelto di brindare con una cassa di Tavel rosé acquistato al museo dello Chateauneuf du Pape dove ci eravamo fermati durante il nostro pre-viaggio di nozze (3000 km con una Punto del 1999 e 48 ore di nave), altrimenti la Spagna offre un ottimo Cava (il prosecco locale, che nulla ha da invidiare al nostro).

Le foto: ci siamo equipaggiati con una dozzina di macchinette usa e getta a pellicola, credendo di avere avuto un’idea originalissima (poi su Amazon abbiamo trovato i pacchi per matrimonio…). Purtroppo abbiamo sottovalutato l’effetto notte e quello dito: le foto sono venute molto scure o con il dito davanti; se riuscite a ricordarvi di usare il flash e come me siete amanti della fotografia analogica [Costanza collabora con la rivista online www.iso400.it – Ndr] l’effetto finale è sicuramente originale.

Insomma, scordatevi il classico album del matrimonio!

Un album di nozze realizzato dagli invitati

Riguardo al vestito, la sposa indossa un abito handmade realizzato da lei medesima con corpino con coppe imbottite (tutto su misurissima), gonna lunga in pizzo e gancino da mano per sollevare la parte di strascico durante la movimentazione. Potete vedere tutti i dettagli qui.

Foto via Clotes.it
Foto via Clotes.it

 Le scarpe ufficiali (decollette d’oro con tacco a spillo) son durate un paio d’ore, lasciando presto il posto a delle espadrillas di paillettes d’oro.

Foto via Officineconcept.com

Da fortunatissima sposa bagnata ho avuto la sorte di andare casualmente dal miglior parrucchiere di Santa Cruz, che non solo è italiano ma anche specializzato in novias (Achille, de La pelu de la esquina), che dopo una sessione privata di trucco e parrucco per sposa e damigelle mi ha prestato il meraviglioso bouquet di fiori che indosso (anche quello fatto a mano, by Achille in person)

Lo sposo veste Zara, nel senso di tutto il negozio: è stato interamente rivestito da me e un commesso molto etero (certo) che si è preso una cotta, ma l’ho lasciato fare. La cravatta invece è anche quella handmade e mia creazione.

A proposito di handmade, non sono mancati dettagli DIY anche da parte degli invitati: uno davvero speciale? Questo delizioso libretto illustrato a mano dall’artista Judy Rhum, amica da sempre della coppia, che non ha potuto prendere parte alla cerimonia dato che vive in Australia. Judy ha postato la sua creazione nel suo blog e nel profilo Facebook degli sposi… se non è un matrimonio social questo!

Il libretto realizzato dall'illustratrice Judy Rhum

La cerimonia: a parte l’arrivo in Punto (e sposa alla guida perché lo sposo emozionato non era in grado) all’ayuntamiento l’atmosfera è stata solenne e l’emozione tanta! Anche grazie allo sguardo attento di un giovane Felipe VI de España in scala 3:1. La cerimonia prevede firma dei documenti in una sala a parte (tra intimi: sposi e testimoni), lettura degli articoli della legge spagnola con una simpaticissima e dolce funzionaria del comune, scambio degli anelli, bacio!

Il tutto nell’arco di 20 minuti! Rapido e indolore per invitati laici ed affamati

Quando i fotografi sono i tuoi invitati con macchinette usa e getta

Il ristorante: per la cena abbiamo scelto di andare in una tasca (taverna tipica spagnola, simile alle nostre osterie) molto conosciuta qui a Santa Cruz de Tenerife, dove abbiamo cenato in un solo tavolo e festeggiato con il resto del ristorante; protagonisti indiscussi la cernia e le immancabili papas arrugadas canarie!

Non ci siamo fatti mancare neanche il momento “discorso” (stendo un velo pietoso sul mio tentativo di traduzione di un brano di Nietzsche citato dallo sposo).

'Menù canario' per gli sposi

L’after show: abbandonati i parenti ci siamo dati appuntamento nel gin bar più famoso dell’isola (il Banda aparte) dove, fedeli all’atmosfera hipster, un barista in maglia a righe ci ha servito il coktail degli sposi, che nonostante il colore e il nome (puro amore) era molto maschile, come il dj set techno di sottofondo.

In molti ci chiedono come abbiamo fatto a gestire 15 invitati su un’isola straniera, tra cui anziani, giovanissimi (dentro), signore eleganti e amici molesti, tutti senza roaming estero. Il nostro segreto è stato: vino tinto a volontà.

¡ Que vivan los novios !

La parte più difficile in realtà è stata quella di avere SOLO 15 invitati; da attente ricerche è emerso che l’unico sistema esistente per mantenere il numero degli invitati sotto i 100 è “matrimonio segreto all’estero”: NON dirlo a nessuno, tanto almeno 30 persone lo scopriranno comunque, e 15 non vorranno prendere l’aereo!

***

Ringraziamo l’autrice che potrete seguire sul suo Profilo Facebook, dove presenta gli abiti su misura e gli accessori di ispirazione vintage che realizza con le sue mani.

E se anche voi siete una coppia mista e/o residente all’estero, non dimenticate che con Zankyou potrete creare un sito web gratuito per comunicare tutti i dettagli del ricevimento in tempo reale, ed organizzare una comoda lista nozze online che vi permetterà di ricevere somme di denaro sul vostro conto corrente, da spender poi come vorrete.

¡ Que vivan los novios !

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