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Collezione Vera Wang 2015: da “Cenerentola a Parigi” (1957), alla regina della New York Bridal, “Think Pink”

Backstage dalla sfilata di Vera Wang FW2015 alla New York Bridal Week. Foto via verawanggang su Instagram

Nel 1957, sulla base del musical Funny Face (1927) di George Gershwin, uscì un lungometraggio omonimo, interpretato da Audrey Hepburn e Fred Astaire, che per un’inguaribile parruccona[1] come me non poteva che diventare un caposaldo assoluto.

Cenerentola a Parigi, storia di una bibliotecaria splendidamente prestata alla moda, presentato all’allora 10° Festival di Cannes e candidato a ben 4 premi Oscar, contiene nello specifico una canzone che una fiera parruccona quale la sottoscritta non è che semplicemente può, ma deve obbligatoriamente conoscere: quella canzone è Think Pink, omaggio al rosa Schiaparelli e, in generale, a quel modus vivendi leggiadro, frou-frou, aggraziato, del vedere, sempre e comunque, la vita in rosa.

[Segue testimonianza video].

Ordunque, immaginate la mia reazione di fronte a Think Pink, titolo della collezione autunno/inverno 2015 presentata durante la scorsa New York International Bridal Week da quella che ne è la sua incontrastata regina: Vera Wang.

Puro giubilo.

Backstage dalla sfilata di Vera Wang FW2015 alla New York Bridal Week. Foto via verawanggang su Instagram
Backstage dalla sfilata di Vera Wang FW2015 alla New York Bridal Week. Foto via verawanggang su Instagram
Backstage dalla sfilata di Vera Wang FW2015 alla New York Bridal Week. Foto via verawanggang su Instagram

Dopo la sposa in rosso dell’autunno/inverno 2013, e la sposa in bianco e nero della primavera/estate 2014, in bilico tra il candore virginale del pizzo bianco e l’allure bondage della pelle nera, Vera Wang torna dunque a cavalcare l’alchimia del total colour, e lo fa nel modo che le è più congeniale: declinandola in tagli magistrali, in tessuti preziosi, in giochi di volumi inusitati, ma sorprendentemente armoniosi (sono molti, del resto, gli stilisti italiani che propongono da sempre, nelle loro collezioni, abiti da sposa colorati – come fanno egregiamente, tra le Maison di abiti da sposa a Milano, quelle prestigiose di Antonio Riva, di Alessandra Rinaudo e di Lorenzo Riva).

Abito strapless a-line con corpetto drappeggiato in tulle e applicazioni in pizzo. Sullo strascico, meravigliosi ricami floreali. Via verawang.com
Abito a-line con un'ampia gonna dai mille strati di tulle a cascata, corpetto con applicazioni in pizzo chantilly e fiocchi in gros. Via verawang.com

Una palette che abbraccia tutte le nuances del rosa – dal sofisticato cipria al romantico confetto, dal corallo di carattere al peonia glamourous – spesso combinate tra loro in accostamenti dégradé, viene raccontata attraverso 15 sontuosi abiti dai tagli a sirena, a-line, a petalo, a cascata.

Abito a-line in seta faille e ricca organza, con ricami laterali floreali a contrasto, color corallo. Via verawang.com
Abito strapless a sirena con scollo a cuore, impreziosito dal doppio fiocco sulla schiena e dai ricami floreali sul lungo strascico. Via verawang.com

Laddove i bustier sono tutti strapless, la collezione intera ci si profila davanti agli occhi come un inebriante e voluttuoso bouquet, un’infiorescenza subitanea e splendida, macro nei drappeggi floreali oversize delle gonne, e micro nei ricami a mano – del pizzo chantilly negli strascichi, del velo illusion sul décolleté, e applicati in vita, sotto corpetti sapientemente drappeggiati o plissettati.

Abito a sirena in faille di seta e tulle a nido d'ape con nastri ton sur ton. Sul décolleté, velo illusion con ricami floreali in pizzo chantilly. Via verawang.com
Backstage e dettaglio dalla sfilata di Vera Wang FW2015 alla New York Bridal Week. Foto via verawanggang su Instagram

Dal pizzo a grappolo che circonda la silhouette, a quello a farfalla che la abbraccia; dal faille di seta che la riveste, alle cascate di tulle che la ampliano, tutto assume i toni del rosa, che travalica il semplice colore, per diventare puro esprit. Nelle parole di Vera Wang: “Pink as sensual, pink as seductive, pink as dreamy, pink as sophisticated, pink as strong, pink as cool[2]”.

Abito a-line in organza di seta con corpetto drappeggiato e spallina asimmetrica in gros. Dettaglio del sottogonna peonia a contrasto. Via verawang.com
Abito strapless a sirena, con gonna a petalo e balze laterali in organza di seta, a ricreare un ampio fiore. Via verawang.com

Perché il rosa non è semplicemente un colore – e non solo per una inguaribile parruccona come me.

Pink is a state of mind.

[Guarda la galleria della collezione completa qui]


[1] Parruccona (sost. femm. sing.) = termine coniato dal mio adorato amico Stefano, ad indicare una fanciulla dai gusti un tantinello trascinati nel Camp più esasperato. Un’estetica che ricorda le favolose drag queen dei ghetti di Bronx, insomma, basata su parrucche, paillettes, piume di pavone, e tutto ciò che sbrilluccica ai limiti dell’abbaglio folgorante.

[2]Rosa come sensualità, come seduzione, come sogno, come eleganza, come forza, come tendenza”.

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