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#chiedoamauro1: lungo o corto? Come scegliere l’abito da sposa perfetto per te

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La domanda sembra un po’ provocatoria e magari un grande dilemma… Ma diciamoci la verità: quante sono le spose che realmente indossano l’abito corto? Naturalmente mi riferisco ad un matrimonio di taglio classico/tradizionale, sia esso civile o religioso. Nella mia esperienza diretta con le spose in atelier, posso testimoniare che effettivamente al primo incontro più di qualcuna ha in mente l’abito corto: vuoi per desiderio di uscire dagli schemi o perché ritengono sia più contemporaneo, l’idea iniziale è spesso proprio questa.

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Ma non avendo magari mai provato un abito da sposa, non immaginano nemmeno come possano sentirsi o possano apparire. Si tende infatti a valutare questa scelta con gli stessi parametri con cui ci si approccia ad un abito qualunque, importante magari per qualche evento particolare, senza però rendersi conto che invece è tutta un’altra storia. L’abito da sposa è la quint’essenza del romanticismo, rientra in una sfera di sentimenti a sé stanti, è carico di emozioni e rappresenta il sunto di pensieri, sogni e desideri che molte donne hanno sin da bambine.

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Ecco quindi che nella ricerca dell’abito e magari provandone poi alcuni di effettivamente corti, si rivelano le vere emozioni: il lungo vince… quasi sempre. È talmente forte l’impatto di vedersi con un grande abito bianco, provare un velo e immaginarsi proprio in quel giorno che molto spesso, proprio le più “alternative” si lasciano sedurre da tanta bellezza e cedono alle lusinghe del tradizionale. Attenzione, tradizionale in senso lato! Non necessariamente da principessa delle favole in nuvole di tulle e lustrini, parlo anche di lunghi morbidi e sinuosi oppure strutturati con strascico e rifiniture d’alta sartoria, ma pur sempre lunghi.

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Tuttavia dopo aver espresso quello che nella maggior parte dei casi riscontro nella mia attività posso però confermare che qualche piccola eccezione in effetti esiste: qualche sposa sceglie davvero l’abito corto!

Ma quanto corto? Direi senz’altro non troppo sopra al ginocchio, si rischierebbe di cadere nel cattivo gusto se non si sa bel calibrarne la lunghezza. Al ginocchio o appena sotto per esser certi di non sbagliare e se si hanno delle gambe lunghe, si può addirittura arrivare sopra la caviglia, come gli abiti da ballo di un tempo… ma bisogna esser certi di aver la giusta classe ed eleganza… e poi non sarebbe più un vero “abito corto”.

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Trattiamo sempre di vestiti comunque dalla connotazione “sposa”, non certo bianchi abitini da cocktail o la versione chiara da invitata a nozze… la sposa deve distinguersi sempre e comunque, quindi gli elementi caratteristici, seppur in misura ridotta, devono esserci.
Partiamo dal tessuto: sì alla leggerezza dell’organza e del tulle; sì al pizzo, interpretato in allover o solo come dettagli sul corpino e lo scollo; sì ai tessuti classici, ben sostenuti e compatti (gazar, mikado, raso duchesse)… e certamente sì al look country-chic del lino e del cotone, meglio se rifiniti con ajour e ricami Sangallo.

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Le fogge devono naturalmente essere adeguate: ampi o semi-ampi, quasi prendendo ispirazione dalle ballerine classiche, con soffici sottogonne che enfatizzino il punto vita sottile allargandosi in basso; scollature dolci, a cuore o diritte che lascino le spalle scoperte; oppure con bretelline che si appoggiano all’omero incorniciando il volto in maniera romantica. C’è poi ultimamente un ritorno alle maniche che siano corte a palloncino per le più giovani oppure a tre quarti, magari in pizzo che si rifanno agli abiti di gran classe degli anni ’50 e ’60. Dopo tutti questi dettagli, un consiglio: seguite il vostro cuore e il vostro sogno… non fatevi influenzare dalle mode ma da ciò che realmente vi sta bene e ben si abbini al quadro che avete in mente per il vostro giorno perfetto!

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Mi sento anche di aggiungere che la scelta della lunghezza dell’abito determina ed è vincolate, per tutta una serie di scelte legate alle atmosfere festose. L’abito corto è senz’altro un abito che nel caso più prezioso potrà essere definito cocktail; non sarà mai un abito da sera quindi non potrà essere indossato per una festa sontuosa o dallo charme ricercato. Potrà essere bon ton, vintage, simply and classy ma mai stunning and glamour. Sarà favoloso poter decidere dei decori sobri ma in tema con il dress code e con la location, dando un tocco d’autore all’atmosfera.

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