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Abiti da sposa anni ’70: nell’Era dell’Acquario, “vie bohème” e flower-power

Mario Testino fotografa la sposa Kate Moss ed il suo gruppo di damigelle e paggetti, come visioni pre-raffaelite, perfettamente hippie, in pizzo sangallo e allure bohémienne. Foto via donna.nanopress.it

There’s a whole generation with a new explanation

People in motion, people in motion…

For those who come to San Francisco

Be sure to wear some flowers in your hair

If you come to San Francisco

Summertime will be a love-in there… [1]

E fu proprio un’intera generazione con una nuova spiegazione, quella che salutò il pur indimenticabile decennio del 1960 con la gloriosa Summer of Love, nell’estate del 1967. Una moltitudine di circa 100.000 ragazzi giunse a San Francisco, creando le premesse per un fenomeno di ribellione culturale e politica senza precedenti: il 1968.

Piedi nudi, filati rigorosamente naturali e tagli morbidi, per accompagnare i movimenti: il perfetto matrimonio hippie è "en plein air". Foto via donna.nanopress.it

San Francisco fu, così, universalmente riconosciuta come epicentro della hippie revolution: una miscela di musica underground, psichedelia dagli effetti più o meno devastanti, libertà sessuale, creatività espressiva, impegno politico. La canzone San Francisco (Be Sure to Wear Flowers in Your Hair), scritta da John Phillips dei Mamas & Papas, è ritenuta la degna colonna sonora di un periodo che fatica – per fortuna – ad essere messo in soffitta assieme alle cose polverose e ormai desuete.

Abito ecrù in pizzo sangallo, per la sposa hippie ritratta da mangostudios.com

Già, flowers in your hair, corone di fiori tra capelli rigorosamente lasciati lunghi, come da precetti obbligatori suggeriti dal musical che per antonomasia dipinse la generazione hippie, Hair, diretto da Miloš Forman nel 1979 e basato sull’omonima, splendida pièce di Broadway. In opposizione alla Guerra in Vietnam, ed in supporto ai movimenti che professavano la non-violenza, gli hippies di tutto il mondo predicarono il flower power: non armi, non bombe, non organi di distruzione a reggere le fila di un mondo belligerante, ma quanto di più delicato esiste, un fiore, a cui conferire il potere supremo. Una locuzione, flower power, coniata nel 1965 da uno dei grandi cerimonieri della Beat Generation, Allen Ginsberg, ed esplosa nelle stampe dei vestiti, sui polsi, tra i capelli dei figli dei fiori presenti in ogni angolo del mondo.

Tre creazioni di Raimón Bundó 2014: eteree nei tessuti, delicate nelle decorazioni floreali, evanescenti nelle nuances pastello. Credits Ugo Cámara per la Barcelona Bridal Week
Quadrifoglio SposiScopri di più su “Quadrifoglio Sposi”
Il modello Azalea, dal prezioso pizzo francese e dalla linea scivolata, di Quadrifoglio Sposi, atelier di Venezia

Gli stilemi del movimento hippie non passano, tuttavia, solo per qualche bocciolo da posizionarsi nell’acconciatura: c’è molto di più. Ci sono i piedi nudi, ci sono i tessuti impalpabili declinati in abiti lunghi fino a sfiorare terra, c’è l’annullamento totale di ogni artificio – dal trucco bistrato al tacco esagerato – per lasciare posto ad una femminilità che, al contempo, è forse disinvolta nelle abitudini, ma profondamente autentica nella propria espressione.

I modelli Windsor e Balmoral, di Alberta Ferretti Bridal 2014. Foto via Alberta Ferretti su Facebook
Le Spose di DatìScopri di più su “Le Spose di Datì”
I modelli 'Billie' e 'Baraka', candidamente, morbidamente hippie, de Le Spose di Datì

Quelli che arrivano ai giorni nostri – e, ricollegandoci al tema principe di Zankyou, nelle collezioni di abiti da sposa del 2014, tra cui quelli splendidamente boho-chic di Claire Pettibone – sono gli echi di uno stile indimenticabile, soprattutto per la massima importanza conferita alla sua dimensione più rilevante, e al contempo più interessante: quella della ricerca, priva di artificio e perseguibile ad ogni costo, della pace, non solo politica ma anche interiore, e della libertà. Libertà di amare chi più si desidera, di decidere autonomamente della propria vita, di avere una propria opinione – in politica, nello stile, nella musica – indipendentemente da quello che è il mortificante status-quo.

Aria, un modello di Claire Pettibone dalla collezione 2014 'An Earthly Paradise', che ricorda atmosfere bucoliche e feste della fertilità ancestrali. Foto via clairepettibone.com

Non è questa una splendida definizione non solo della libertà, ma anche dell’amore? È questo, infatti, il decennio dell’amore libero – sia nella sua accezione di sentimento da condividere con più persone, ma anche in quella, estremamente romantica, di affrancamento da ogni tipo di costrizione. Quella stessa accezione celebrata nel momento in cui si contrae matrimonio, e si stringe un vincolo che vincolo non è, ma è condivisione e fusione della propria vita a quella della persona che si è scelto di amare.

Per tutti questi suggestivi motivi, dal decennio del ’70 al contemporaneo quarantennio successivo, quella del matrimonio hippie-chic è una tendenza che si rinvigorisce di anno in anno non solo per il fattore estetico, ma anche per quello etico, cavalcando l’onda di celeberrime icone dello star-system di oggi – e non parliamo solo del chiacchieratissimo matrimonio di Belen Rodriguez, ma anche di quello di due splendenti personalità del mondo della moda, quali Margherita Maccapani Missoni e Kate Moss.

Margherita Missoni, meravigliosa sposa hippie, in un abito di Giambattista Valli. Via bellebijouxaustralia.com
Kate Moss, sposa hippie in Galliano, con uno scenografico overcoat bohémien in velluto e paillettes di Rodarte. Credits Mario Testino. Via donna.nanopress.it

Corone di fiori tra i capelli sciolti e morbide trecce per le acconciature raccolte o semiraccolte, portate su abiti in fibre naturali – come il pizzo sangallo e la pura seta – in una gamma di colori che spazia dal bianco, ad eteree nuances pastello ed all’ecrù, declinati in tagli morbidi, spesso stile impero, quali quelli relativi alle collezioni 2014 presenti in atelier da sposa come Le Spose di Datì, Quadrifoglio Spose, o l’Atelier Acquachiara.

Una creazione di Blumarine, dal morbido taglio impero ed applicazioni floreali ricamate a mano. Via blumarine.com
Atelier AcquachiaraScopri di più su “Atelier Acquachiara”
Due creazioni di Atelier Acquachiara, per la sposa hippie del 2014

È in questa maniera che gli anni ’70 rivivono nella contemporaneità: come la storia ci insegna, infatti, è nei periodi di maggiori difficoltà, che occorre recuperare ciò che di buono è presente nel passato; ed in nessun decennio, più che in quello del 1970, si era capito che quanto di più importante esiste al mondo, e di cui il mondo ha più di ogni altra cosa ha urgente bisogno, altro non era che l’amore.


[1]C’è tutta una generazione con una nuova spiegazione / Persone in movimento, persone in movimento / Per coloro che vengono a San Francisco / Assicuratevi di indossare fiori nei capelli / Se vieni a San Francisco / L’estate sarà un’esplosione di amore” (Scott McKenzie, San Francisco – be sure to wear flowers in your hair, 1967)

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