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10 mosse per un ricevimento di matrimonio perfetto e… appetitoso!

Lo avrete sicuramente notato, ormai siamo tutti Masterchef, anzi, peggio, giudici di Masterchef! Grazie alle trasmissioni TV, ai food blog, al passaparola, ai social network, a tutti i luoghi fisici o virtuali in cui, insomma, veniamo a contatto con la moderna cultura del cibo, siamo tutti pronti a giudicare quello che abbiamo nel piatto, prima, durante e dopo l’assaggio…

Claudio Onorato Fotografo

E a pochi giorni dall’apertura ufficiale di Expo 2015, il cibo (che sarà, appunto, il fil rouge di questa edizione dell’esposizione universale) è un argomento di grande attualità che, per fortuna o purtroppo, non passerà inosservato neppure durante il vostro matrimonio. Anche i vostri inviatati non vedono l’ora di salire in cattedra, ci scommettete? Ma se seguirete i consigli di questo articolo, troveranno pane (e companatico) per i loro denti!

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Simone Colombo

Anche questa volta ho cercato di raccogliere idee, spunti e suggerimenti provenienti da diversi esperti del settore (ristoratori, food blogger, Wedding Planner ma non solo, li incontrerete nelle prossime righe) e di concentrarmi maggiormente, come spesso mi piace fare, su proposte meno convenzionali, pensate più per chi non opterà per una location con ristorante interno, perché, ovviamente, questa è la situazione che permette meno “libertà” agli sposi, relativamente al tipo di offerta (ovviamente sarete chiamati a scegliere tipo di servizio e menù e tanti altri dettagli, ma almeno una variabile ve la sarete tolta dai piedi). Ma sono sicura che alcuni degli argomenti potranno essere utili per tutti, indipendentemente dalle esigenze e magari anche prima o dopo il matrimonio per l’addio al nubilato/celibato, la festa di fidanzamento o i vostri anniversari.

E allora, buon appetito – volevo dire buona lettura!

  • 1. La prima cosa da fare è confermare la location

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Cristiano Ostinelli

Sapete che la scelta della location è una delle prime cose da fare, non appena deciderete di sposarvi? Alcune location, infatti, sono molto richieste e hanno lunghi tempi di attesa, quindi se vi interessa assolutamente un posto in particolare e una data particolare, cercate di verificarne le disponibilità il prima possibile. Se siete flessibili, tanto meglio, ma considerate che, in ogni caso, per fissare la data del matrimonio da comunicare al mondo intero dovrete prima di tutto incrociare le agende di ristorante/catering e di Chiesa-Prete per il rito religioso/Sede-Celebrante per il rito civile. Se, invece, non avete le idee chiare su dove volete organizzare il ricevimento o volete valutare diverse soluzioni, dovrete iniziare il prima possibile a fissare gli appuntamenti con i responsabili delle location che vi interessano o perlustrare la zona in cerca dell’angolo di paradiso che avete sempre sognato per quel giorno.

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Torre dei Gelsi

Tenete sempre presente che in questa operazione, il consiglio e il supporto di una Wedding Planner potrebbe essere davvero risolutivo: sicuramente dispone di un database di location/ristoranti/sedi perfette per ogni tipo di matrimonio, ha contatti diretti con i responsabili (o comunque vie preferenziali), più tempo di voi e vi può aiutare, sulla base delle vostre esigenze, a scremare per focalizzarvi sui luoghi che possono fare al caso vostro. Anche noi di Zankyou cerchiamo di aiutarvi, sia con la directory che con il nostro magazine: trovate, infatti, qui la nostra selezione delle migliori location per matrimoni in Italia, qui i migliori catering e qui tanti articoli su location&catering, che vi potranno aiutare ad orientarvi. Trovate, tra l’altro, per diverse città di Italia (Catania, Salento, Roma, Firenze, Lago Maggiore, Torino… per citarne solo alcune), una selezione di catering e location: abbiamo scremato noi per voi!

  • 2. Ristorante o catering?

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Mario Feliciello

Se avete depennato la scelta della location dalla vostra lista dei to do, saprete ormai se avete necessità di mettervi alla ricerca di un catering. Sì perché, se avete scelto un ristorante avete una cosa in meno da fare, pensano loro a tutto! La formula classica per questo tipo di location è l’aperitivo/cocktail di benvenuto a buffet magari in una zona del parco o giardino (se il tempo lo permette! Occhio ad avere pronto il piano B, come vi suggeriamo al punto 11 di questo articolo), per poi passare ai primi e secondi serviti al tavolo; i dolci, solitamente vengono serviti in una zona buffet dedicata, così come la Wedding Cake, che viene tagliata dagli sposi solitamente nell’angolo più suggestivo o originale della location (idee per la torta nuziale? Qui puoi trovare quelle più romantiche!).

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Cristiano Ostinelli

Se, invece, avete scelto una struttura che non è dotata di attrezzature fisse per la ristorazione e che ha necessità di appoggiarsi, pertanto, a un servizio esterno, quello che dovrete capire è se il catering è già identificato dal responsabile della struttura o meno. Spesso succede, infatti, che il catering sia vivamente consigliato (o imposto), ma non temete… questa piccola imposizione tutela (e alleggerisce) gli sposi, perché una collaborazione duratura e rodata fra location e catering è garanzia di qualità. Inoltre, se una location ha deciso da fare questa scelta, è perché magari ha avuto brutte esperienze con catering magari improvvisati o non professionisti che possono mettere in cattiva luce la location stessa, perché gli invitati avranno un brutto ricordo dell’evento e assoceranno al brutto ricordo il luogo in cui si è svolto. In ogni caso, in caso di catering, potreste avere un po’ più di libertà di scelta sul tipo di ricevimento.

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Lenny Pellico Photo Art

Potrete optare per qualcosa di più classico, riprendendo la struttura del menù e del servizio di un ristorante (che abbiamo visto qualche riga fa), oppure per qualcosa di più dinamico, magari con le classiche (anche se forse un po’ superate) “isole”, postazioni in cui i vostri ospiti potranno gustare affettati o formaggi o frittura fatta al momento o tutto quello di cui siete golosi! Domenico e Alberto, che, dopo avere lavorato insieme per anni nella ristorazione, hanno deciso di far tesoro della professionalità acquisita e di coniugare la loro passione a un’idea imprenditoriale, dando vita a Torino ad I love catering, offrono molto spesso “cibo della tradizione italiana, rivisitato per creare un’esperienza visiva e allo stesso tempo pratica, a costi accessibili alla portata di portafogli più o meno esigenti: piatti tipici locali, diventano finger-food facili da servire, belli da vedere e gustosi da mangiare”.

I Love Catering – foto via facebook.com/ilovecatering.to
  • 3. Ad ogni catering il suo stile

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Biagio Sollazzi Photography

La cosa, importante, come sempre, è cercare una soluzione che soddisfi le vostre esigenze e che sia in tono rispetto a tutto il matrimonio. Secondo Chiara Bertuccio, Wedding Planner di Scent of Orchid, “perché il vostro giorno possa dirsi perfetto bisogna curare ogni dettaglio, per questo consiglio sempre di studiare con il responsabile del catering un menu che, nei gusti e nella presentazione finale, sia strettamente legato al tema che fa da fil rouge a tutto l’evento”. Personalizzare il vostro evento sulla base dei vostri gusti, sarà ancora più facile se avete la possibilità di scegliere liberamente il catering per il vostro matrimonio o se avete optato per un luogo insolito, come un prato in montagna o in campagna, una spiaggia libera o casa vostra: in questi casi vi potrete sbizzarrire seguendo alcune delle tendenze più originali e non convenzionali del settore. Alcune idee? Ce ne suggerisce un paio Giulia Marelli, penna, fornelli e macchina fotografica del food blog Arnalda Gourmet: “il pranzo di matrimonio tradizionale non è adatto a tutti. Belli i picnic o le tavole in stile fiera di paese chic. Le tavolate baroccheggianti hanno fatto il loro tempo. Un romantico picnic sull’erba con piatti di porcellana, bicchieri di vetro, belle tovaglie resta il massimo per me. Uno dei trend è portare lo street food locale nei banchetti di nozze”. E infatti, Clara e Riccardo, che hanno creato (nel vero senso della parola) a Roma il brand Mozao.

Mozao – foto via facebook.com/mozao.it

Con la loro flotta su ruote composta dalla Bruna, un’apecar che propone fragranti tigelle ripiene e la Luisona, roulotte specializzata in gnocco fritto, vengono spesso chiamati in occasione di feste private: “nonostante in molti amino usare il termine street food per spiegare cosa facciamo, a noi – mi spiega Clara – questo termine comincia a stare stretto: sempre più spesso partecipiamo a iniziative ed eventi di aggregazione e convivialità che hanno come comune denominatore i sapori e le tradizioni di una volta e per questo riteniamo più adatto l’uso del termine social food.

Mozao – foto via facebook.com/mozao.it

La nostra idea per un catering non convenzionale? La Bruna (apecar) e la Luisona (roulotte) possono arrivare dove si svolge l’evento e creare un angolo aperitivo decisamente originale, allestito come un pic nic della lavandaia: fili tirati, panni stesi, accessori di una volta per pulire i panni, sapone di Marsiglia come centro tavola, teli, cuscini e angolo per fare le bolle di sapone, lucine e lanterne… per ricreare un’ambientazione romanticamente vintage”.

Mozao – foto via facebook.com/mozao.it

Parla di ambientazioni retrò e di social eating anche Paolo, che insieme a Luca e Maria Grazia ha creato Kitchen stories, una realtà milanese dedicata al Social Eating: “la nostra mission è quella di aggregare persone – racconta Paolo – social eating, social kitchen, cene social… ci sono tanti modi per definire quella che da secoli è la convivialità, quella situazione di piacere e dialogo che si instaura fra più persone durante un ritrovo e, in particolare, fra commensali. Per condividere ricordi, passioni, generi musicali, miti teatrali, i viaggi e, perché no, anche momenti speciali, basta che ci sia il cibo…

Kitchen Stories – foto via facebook.com/kitchen.stories.milano

La nostra proposta non convenzionale per un catering di matrimonio, ad esempio, è legata alle ambientazioni a tema retrò. Due esempi possono essere la tematica anni cinquanta-sessanta (gran ballo di ritorno al futuro tanto per capirci) oppure delle atmosfere alla Grande Gatsby anni venti. I catering e le ambientazioni di queste proposte sono dunque caratterizzati da torte spettacolari retrò realizzate dalla nostra cake designer Irma La Dolce e da buffet che arrivano direttamente dai menu anni venti del Waldorf Astoria (per il format Gatsby) o delizie dolci e salate dello stile vintage americano. Oltre alla parte food, tra l’altro, ci possiamo occupare anche dell’intrattenimento musicale della serata”.

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Nicola Nesi

E a proposito di musica. Mentre scrivevo questo articolo ho incontrato per caso Stefania, che insieme all’amica Margherita ha creato SoundsFood, il blog che mette la musica in tavola. “Il nostro blog nasce dall’idea di unire due passioni, quella mia per la musica e la bravura e creatività di Margherita in cucina. L’idea è quella di abbinare un brano di un genere musicale o di un epoca a una ricetta, un particolare tipo di pasto a una colonna sonora. I sapori come la musica sono evocativi di ricordi e momenti della nostra vita per questo è un binomio vincente! Abbiamo iniziato, quindi, a organizzare cene a tema dove un particolare menù si abbina a una scelta musicale vicina sia ai piatti che ai gusti e alle esperienze degli ospiti!

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L’Atelier di Rossella

Cene che diventano momento di scambio di esperienze e racconti e che si vivacizzano, proprio grazie alla musica! Ad esempio, per un matrimonio si potrebbe proporre un brunch anni ’90: musica, stile e allestimenti verrebbero, quindi, declinati seguendo questo tema!”. Non siete ancora soddisfatti? Allora vi presento Martina, responsabile del catering milanese Zerobriciole, che mi racconta che “gli sposi che la scelgono hanno le idee molto chiare su quello che non vogliono: niente sequestri a tavola per 4 ore, menù stile all you can eat, sontuose porcellane e candelabri d’argento. Vogliono un matrimonio innovativo e creativo per divertire e stupire i propri ospiti. Il pasto di Zerobriciole, diventa un momento dilatato senza nessuno schema orario, in cui il cibo accompagna lo scorrere della giornata, gli assaggi sono piccoli da mangiare in due morsi, numerosi e divertenti. Il nostro cibo si mangia con una mano sola, spesso non ha bisogno di piatti e altri strumenti, quindi si può mangiare in tutta libertà, mentre si passeggia, si balla ci si rilassa sul prato. Per gli allestimenti proponiamo spesso le Tavole Parlanti, che raccontano con delle scritte i piatti, i messaggi che vogliono dare gli sposi e i messaggi che gli ospiti vogliono lasciare alla coppia”.

Zerobriciole – foto via facebook.com/zerobriciole

Martina e il suo team dedicano attenzione non solo al cibo, ma anche agli allestimenti e all’intrattenimento: musica, servizio di open bar, aree dedicate ai selfie buffi, bomboniere fai da te, dove ognuno può preparare un sacchettino di confetti con i propri gusti preferiti o decorare con la pasta di zucchero un biscotto ricordo nell’area dedicata al cookie design (se volete altre idee divertenti, questo è l’articolo che fa per voi). Anche i bambini sono molto coccolati nei matrimoni firmati Zerobriciole e abbiamo visto come sia importante che i bambini siano intrattenuti nella maniera corretta, anche in tema di cibo: “solitamente prepariamo per i più piccoli – continua Martina – un’area su un prato dove allestiamo un PicBabyNic pensato per loro con dei lunch box con un menù divertente e originale, fatto di pop-corn colorati, uova sode a forma di cuore  o cubo, paninetti al cioccolato, orsetti gommosi e tanti giochi per divertirsi”.

Zerobriciole – foto via facebook.com/zerobriciole
Zerobriciole – foto via facebook.com/zerobriciole

Se avete optato per il fai-da-te anche per l’allestimento del banchetto di nozze, Laura Nicolini fotografa di LaPhotography e food blogger di 123 ricomincio da me, ha un suggerimento per voi: “in un matrimonio all’insegna della semplicità, dell’intimità e del risparmio, gli sposi, aiutati dai genitori, possono preparare tutte le portare, disporle su vecchi carri di legno e preparare lunghe tavolate di fortuna nel cortile della cascina di campagna dei nonni. Un vero matrimonio country, immersi nel verde di una splendida serata estiva, con tovaglie a quadri, prodotti locali ed un gruppo di scout come camerieri!”. Se non vi bastano questi suggerimenti e volete conoscere le ultime novità per il 2015 in tema di catering? Allora vi consiglio questo articolo. E. ovviamente, anche se non optate per una soluzione di abbinamento fra musica, cibo e tema del matrimonio, ricordatevi che l’intrattenimento musicale, inteso sia come sottofondo durante la cena che come dancing subito dopo, è una cosa da non sottovalutare mai!

  • 4. In ogni caso, puntate sulla qualità, non sulla quantità

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Come dicevamo prima, i vostri invitati vi sfideranno all’assaggio come i giudici di Masterchef e per non incorrere in un giudizio negativo, la prima cosa da fare è puntare sulla qualità. Che sia ristorante o catering, ricordatevi, di provare il menu che vi propongono, chiedere da dove arrivano ingredienti e materie prime, come vengono lavorate e conservate. Poi, come si insegna Giulia, puntate sulla stagionalità, perché si sa, i cibi fuori stagione hanno meno gusto e costano di più: “al di là dei trend, stare sui piatti locali e ingredienti stagionali è sempre la scelta vincente. Immaginarmi un astice in montagna per molti è raffinato per me è una scelta poco consona. Meglio dei pizzoccheri ben fatti e impiastrati con maestria”.

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Qualità e quantità, lo abbiamo visto, spesso non vanno a braccetto e, inoltre, quantità eccessive spesso si traducono in spreco. Ne è convinta Carolina Grespi, anima e cuore di Verde polenta, un sito d’informazione che racconta il lato green del Nord Italia a tavola e, perché no, in tutti gli aspetti della vita di ogni giorno: “ho sempre pensato – mi racconta – che lo spreco fosse una cosa impensabile. Alle elementari mi mettevo le michette che avanzavano alla mensa nelle tasche del giubbotto perché avevo sentito dire che le avrebbero buttate. Crescendo ho cominciato ad accorgermi che la maggior parte delle cose che abbiamo non ci servono e che produciamo rifiuti continuamente. Ho sempre trovato assurdo dover mangiare pomodori maturati in serre spagnole o lenticchie coltivate in Sud America”.

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E Carolina ha ragione: l’attenzione alla qualità e alla provenienza del cibo che mangiamo (anche durante un matrimonio) permette di risparmiare, di mangiare meglio e di salvaguardare anche l’ambiente in cui viviamo. Per esempio, se il catering a cui ci rivolgiamo fosse associato a un gruppo di acquisto solidale o si rivolgesse direttamente ai produttori, si salterebbe la filiera acquistando prodotti direttamente dai produttori locali. Anche un matrimonio può essere green, ed è sempre Carolina a dimostrarcelo: “io il mio lo sto organizzando così! Servirò ai miei ospiti un buffet a chilometro zero coinvolgendo alcuni produttori locali della zona circostante la location. Anche su altri aspetti seguirò questa filosofia: gli inviti di nozze e la segnaletica saranno di carta riciclata e seminabile, cioè con dei semini incorporati che la rendono pronta per essere piantata e per poter germogliare; la mia truccatrice sarà Stella di Organic Brides che usa solo trucchi biologici, naturali e vegan e tanti altri accorgimenti che renderanno il nostro matrimonio un’esperienza non solo originale e divertente ma anche in qualche modo educativa, e perché no, che possa essere d’ispirazione per i nostri ospiti”.

  • 5. Niente sprechi, per favore!

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Mi ricordo che una volta, ero in Sicilia, di fronte ad uno splendido buffet di dolci locali ma, dopo un pranzo decisamente abbondante, erano stati quasi ignorati dagli ospiti, così ho chiesto al responsabile di sala cosa ne avrebbero fatto e lui mi ha risposto che per legge, tutto quello che non fosse stato consumato, sarebbe stato buttato. Ti assicuro che, se non avessi dovuto prendere un aereo, me li sarei portati a casa!”. È così che Laura vede la questione dell’abbondanza di cibo agli eventi: spesso è solo uno spreco; certo è scenografico vedere un buffet imbandito di leccornie, ma poi le persone non si possono abbuffare senza fine! Potreste, quindi, cercare di adottare soluzioni contro gli sprechi: esistono associazioni e organizzazioni che si occupano di “recuperare le eccedenze alimentari prodotte durante matrimoni o eventi in generale per ridistribuirle agli enti caritatevoli, come ad esempio Equoevento Onlus – suggerisce Laura.

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E poi Le Madeleine, un servizio di catering sostenibile, che utilizza prodotti biologici impegnandosi ad utilizzarne tutte le parti, riducendone il più possibile lo scarto, che si avvale anche di stoviglie monouso compostabili e, al termine dell’evento, consegna al cliente quanto non è stato consumato, oppure lo devolve in beneficienza”. Anche Maria Valeria, personal chef di Torino quando prepara i suoi finger food (la modalità di presentazione dei piatti che predilige anche per i banchetti nuziali e non solo per il momento dell’aperitivo) cerca di evitare gli sprechi: “nel caso del finger food gli sprechi sono ridotti all’osso, se non addirittura azzerati.

Maria Valeria – foto via facebook.com/Maria-Valeria

Sarà anche molto divertente per i futuri sposi scegliere le “isole” a tema per i finger: sushi, carne, pesce, verdure, caldi, freddi, regionali, internazionali, vegani… e il banchetto sarà dinamico, gli ospiti non saranno più costretti a sedere in lunghe tavolate per ore ed ore, ma il tempo trascorrerà in maniera piacevole e divertente, anche perché non dimentichiamoci che il matrimonio è una festa!”.

  • 6. Tolleriamo le intolleranze

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Le intolleranze alimentari sono, purtroppo, molto diffuse. Per evitare problemi o invitati che non saltano tutta la cena perché non c’è nulla che possano mangiare, informatevi prima, in modo da dare le giuste indicazioni anche al catering. Ci sono aziende che offrono, addirittura, un intero menu adatto a tutti (intolleranti o meno). Ho sentito su questo tema, le ragazze di Out of gluten, negozio di Milano specializzato nella preparazione di cibi partendo da farine alternative a quelle classiche: “nel vasto panorama della cucina italiana si fa da sempre ampio ricorso al riso, al mais e al grano saraceno. La nostra scelta è quella di concentrarci su questo tipo di materie prime e su farine di loro derivazione per offrire un prodotto che sia accessibile anche a chi soffre di intolleranze alimentari al frumento o addirittura a chi è affetto da celiachia o gluten sensitivity. Ovviamente siamo in grado di soddisfare anche le esigenze di chi è intollerante al lattosio, alle uova o al lievito. In un’ottica di offerta a un pubblico indistinto quale è quello che va gestito in occasione di catering e buffet di matrimonio, la possibilità di offrire un prodotto che, oltre a essere eccellente al gusto e adatto a presentazioni di impatto, sia anche accessibile a tutti, diventa un atout nella scelta del fornitore del servizio“. Insomma, per non scontentare nessuno, potete scegliere il cibo bello e buono (in tutti i sensi) cucinato facendo attenzione a particolari esigenze di salute!

  • 7. I dettagli che fanno la differenza

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Lo sapete, non mi stanco mai di ripeterlo: i dettagli sono importantissimi. La cura di tutti gli aspetti dell’organizzazione del vostro matrimonio potrebbe essere faticosa, ma alla fine il risultato sarà garantito. Gli ospiti si ricorderanno della vostra giornata, dell’impatto estetico, delle decorazioni, dell’attenzione che avete dedicato a tutto e a tutti… è anche una metafora dell’attenzione che dedicherete a voi due per tutta la vita. Avete paura di dimenticarvi qualcosa? Vi aiutiamo noi, qui! Ma vi aiuta anche Chiara Bacchini, crafter appassionata di stationery, calligafia, timbri e tutto quello che riguarda la carta e i suoi utilizzi, come racconta nel suo blog Il Castello di zucchero: “la parte grafica di un matrimonio al momento del rinfresco si limita, nella maggior parte dei casi, al menu sui tavoli e al gusto dei confetti. Credo che aggiungere, invece, piccole lavagne o cavalieri scritti in bella grafia sui tavoli del buffet e dell’open bar aiuterebbe a rendere più particolare e di carattere tutto l’insieme. Idee? Nomi delle pietanze scritte con i colori nelle stesse tonalità dei cibi e una cartolina con la ricetta dei cocktail preferiti dagli sposi da regalare agli ospiti“.

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Mario Feliciello

Se siete creativi e appassionati di riciclo e recupero, se il pensiero laterale vi caratterizza e tendete, quindi, a ignorare gli schemi preconfezionati, allora sarete avvantaggiati su questo aspetto. Perché significa che anche voi, come Monica Toccaceli, psicologa, blogger di Dove cadono le stelle e appassionata di craft “guardate  una cannuccia e vedete un coloratissimo invito ad un party, in un palloncino glitter sfavillanti, nella lattina dei piselli una splendida composizione centrotavola piena di fiori e, magari, in una vecchia cassetta di frutta buttata dal fruttivendolo sotto casa nel cassonetto, splendide alzate in cui posizionare i dolci. Queste visioni sono in grado di rendere speciale ogni occasione, unico e irripetibile ogni evento da celebrare…“.

  • 8. Il momento più dolce

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Simone Colombo

Il momento del dolce è quello più atteso da tutti. La tendenza più attuale è quella di allestire un buffet di dolci prima del magico momento della Wedding Cake. Ovviamente, non possono poi mancare i confetti, che normalmente vengono disposti in vari contenitori, con una varietà di guusti più o meno ampia, dando la possibilità agli ospiti di attingere liberamente (nonostante questo non mancano mai i classici 5 confetti della bomboniera). Ho incontrato Lorenza, della pasticceria itinerante modenese Gooday e mi sono fatta raccontare da lei qualcosa su questo tema: “per un buffet dei dolci, proponiamo dolci facili da mangiare, magari con un packaging studiato, a zero impatto ambientale.

Gooday Modena – foto via facebook.com/goodaypasticceria

Le nostre proposte più originali sono i dolci in a jar (cupcakes, pies e cheesecakes) da presentare sullo sweet corner di un matrimonio, e le bomboniere edibili, preparati per dolci in polvere, da poter fare a casa, con istruzioni per la preparazione classica o vegana. Sarebbe interessante dirigersi verso una rivisitazione meno convezionale delle sweet tables, cercando di far convivere i dolci della nostra tradizione presentati in versione più “easy” e nuovi gusti, tutti da assaporare e scoprire“.

  • 9. L’open bar

GinO12 – foto via facebook.com/GinO12

Ogni festa di matrimonio che si rispetti, soprattutto se popolata da sposi e ospiti giovani (avete bisogno di motivazioni per sposarvi giovani?), dopo cerimonia, aperitivo, pranzo/cena, taglio della torta… dovrebbe prevedere un party o comunque un momento di relax e svago, in cui togliersi i tacchi/le cravatte e lasciarsi andare. E cosa c’è di meglio, per accompagnare questo momento, di un open bar di qualità? Così come siamo tutti esperti di cibo, siamo tutti esperti anche di spirits… e per soddisfare i palati più esigenti anche in questo campo, potete sicuramente affidarvi a professionisti in grado di preparare ottimi cocktail. Alcuni fornitori li potete trovare qui. Io ho parlato con Giuseppe, responsabile del locale milanese GinO12 che sta cercando di diffondere proprio la cultura del gin di qualità: “negli ultimi 15 anni quindi, il gin si è trasformato da prodotto di scarsa qualità, a prodotto gourmand: un mercato che non cresce in quantità ma si espande in qualità. In molti Paesi europei, ma anche in Italia, c’è una crescente attenzione nei confronti della qualità e del bere bene: in Spagna per esempio il gin è diventato un elemento centrale della cultura urbana, e in Italia continua a crescere anche se a “macchia di leopardo” concentrandosi fortemente nelle città di Milano e di Roma, le due città che si contendono il titolo di capitale nazionale della “mixology”. Noi consigliamo di servire il Martini Cocktail, in tutte le sue possibili rivisitazioni, che è probabilmente la modalità di consumo più autentica del gin“.

  • 10. E se a festa finita ci accorgiamo che è avanzato qualcosa?

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Simone Colombo

Penso che si abbastanza chiaro… non si butta via niente! Silvia Lana, bravissima handwriter specializzata in food lettering, vi lancia questa idea: “come ultimo gesto carino per voi stessi (e per il vostro portafoglio) e per i vostri ospiti, perché non regalare a tutti una doggy bag con all’interno gli avanzi? Una tradizione molto americana (qui da noi forse si usa davvero solo per qualche ossicino da portare a cani e/o gatti) che se prendesse piede anche qui da noi permetterebbe di ridurre davvero lo spreco alimentare. In più potrebbe essere personalizzata con la grafica del vostro matrimonio, e magari essere fatta in modo da poter essere riutilizzata, un oggetto bello, di design, da tenere a casa come ricordo o dandole un nuovo utilizzo“.

Tutto chiaro ora? Come sempre spero che i nostri consigli siano utili e che vi diano spunti interessanti da applicare nell’organizzazione del vostro matrimonio. Io una cosa l’ho capita: bisognerebbe sposarsi più di una volta (sempre con lo stesso marito o la stessa moglie, chiaro!), perché di cose bellissime da fare e mettere in pratica che ne sono tantissime e non si finisce mai di imparare. Io, ad esempio, vorrei un party in un prato con catering a base di street food, open bar a base di gin e doggy bag per tutti come bomboniere!

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